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L’Atalanta non finisce mai di stupire: adesso assalto al quarto posto foto

Nona vittoria in trasferta per gli uomini di Gasperini che sabato, nell'anticipo delle 18, potrebbero sorpassare anche la Lazio e chiudere la stagione con l'ennesimo record

E adesso, si va all’attacco del quarto posto.

L’Atalanta delle meraviglie suona la nona vittoria in trasferta e cerca l’ultima grande impresa di una stagione indimenticabile: un altro sforzo, battere il Chievo nell’anticipo dell’ultima giornata e provare a superare anche la Lazio, che dovrà uscire indenne dalla sfida col Crotone (che ha l’acqua alla gola) e dopo il ko con l’Inter ha solo un punto più dei nerazzurri.

Sarà un sabato di grande festa, il prossimo al Comunale (si inizia alle 18), ma crediamo senza molte distrazioni. Perché Gasperini è troppo… sul pezzo per non voler provare fino in fondo a regalare un’altra gioia ai suoi tifosi. A Empoli abbiamo visto la carica dei seicento, tanti erano i bergamaschi che si sono entusiasmati per un altro gioiello del Papu, la firma d’autore su questa ventesima vittoria stagionale (incredibile ma vero!) e hanno accompagnato l’esultanza finale dei giocatori cantando “Ce ne andiamo in Europa”.

Sì, alla grande. Bastava un punto per conquistare la sicurezza del quinto posto e dell’Europa League diretta, eppure ne sono arrivati ancora tre. L’Atalanta torna a vincere fuori casa dopo un mese e mezzo, quel clamoroso cinque a zero sul campo del Genoa e dà un altro segnale sulla condizione, testa e gambe, dei suoi giocatori. Che alla fine hanno portato in trionfo uno dei preparatori atletici, Domenico Borelli, mentre Gasperini raggiungeva gli spogliatoi per godersi un altro pezzo di festa.

Non c’è stata storia e non c’è stato nemmeno bisogno di vedere la miglior Atalanta, contro un Empoli così malridotto. Ma certo non era scontato pensare di mettere le mani sui tre punti. E, come ha fatto notare il Gasp, se l’Empoli ha fatto brutta figura è anche perché “non era facile giocare contro di noi”.

Un Gasperini insolitamente molto arrabbiato, durante la partita, quasi a voler tenere sulla corda i suoi giocatori: “Ogni tanto sbagliavamo e c’era il rischio di lasciarsi andare e non volevo avere dei rimpianti poi, che diventasse decisiva la domenica col Chievo”. Infatti sarà invece sabato perché ormai Europa diretta è fatta e pure sarà l’occasione, ma questo ancora il tecnico nerazzurro non se l’aspettava, per provare l’attacco anche al quarto posto. Che aggiungerebbe record ai record e ulteriore prestigio, così come i 15 gol del Papu, a caccia dei 16 segnati da Denis nella sua prima stagione in nerazzurro, 2011-2012.

Ci sono i complimenti del malinconico Martusciello, allenatore dell’Empoli: “L’Atalanta per noi è su un altro pianeta. Colpimenti a loro, si è creata una bella alchimia, bravo l’allenatore, straordinaria la squadra che gioca a memoria”.

Così, l’Atalanta aggiunge un’altra perla alla sua stagione. Senza strafare, basta un missile di Gomez che festeggia anche la convocazione nell’Argentina (“stagione fantastica e traguardo fantastico per il Papu, se lo merita”, ha commentato Gasp).

Troppo poco Empoli e tanto sicura l’Atalanta, anche quando ha commesso qualche errore che poi ha subito rimediato. Prendete Masiello, che aveva iniziato con qualche imprecisione (non da lui) ed era stato anche ammonito, ma poi ha blindato la porta di Gollini con un doppio salvataggio da urlo, sulla linea. Assieme a lui ancora un impeccabile Freuler, nella nuova versione da biondo come Conti: lo svizzero ha fornito anche l’assist per il gol di Gomez, che ha già praticamente raddoppiato il suo record personale nella terza stagione a Catania (8 gol nel 2012-2013). Un po’ svagato e impreciso Kessie e forse anche le voci di mercato non hanno aiutato l’ivoriano a essere sempre lucido come ha dimostrato in altre circostanze. Un capitolo a parte per i centravanti, che non riescono a rompere l’incantesimo col gol: Petagna comunque sempre molto generoso è fermo a cinque, Paloschi gioca un quarto d’ora e si mangia una rete già fatta. Porta stregata, se è vero che l’ultimo gol italiano di Paloschi risale proprio a una sfida contro l’Empoli, con il Chievo, il 16 gennaio 2016.

Gasperini lo rincuora: “Un segno della sua annata, dispiace perchè è un ragazzo molto positivo, spero che la prossima sia per lui una stagione molto più fortunata”. Magari, chissà, fin dalla partita di chiusura col Chievo, anche per salutare l’addio sul campo dei guerrieri Migliaccio e Raimondi.

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