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I giovani a lezione con Condivido: un successo, parolacce di Ruffini a parte

30.000 studenti collegati in streaming da 1000 scuole di tutta Italia, 4 eventi in contemporanea a Milano, Trieste, Cagliari e Matera. Questi i numeri di “Condivido – Il Manifesto della comunicazione non ostile nelle scuole”, progetto della community contro le parole d'odio, Parole O_Stili. A distanza di una settimana, la giornata dedicata a Condivido non smette di far parlare di sé, anche se, purtroppo, per i motivi sbagliati: incentrando, cioè, tutta l'attenzione sull'ironia, a volte spigolosa, del comico Paolo Ruffini, tralasciando del tutto (o quasi) gli importanti contenuti di cui si sono arricchiti i ragazzi presenti all'evento.

Trentamila studenti collegati in streaming da 1000 scuole di tutta Italia, 4 eventi in contemporanea a Milano, Trieste, Cagliari e Matera. Questi i numeri di “Condivido – Il Manifesto della comunicazione non ostile nelle scuole”, un progetto educativo promosso da Parole O_Stili, la community di oltre 300 tra giornalisti, manager, politici, docenti e comunicatori nata per contrastare l’ostilità dei linguaggi nei media, in particolare in Rete.

L’iniziativa rappresenta la seconda tappa di un progetto nato a fine febbraio quando a Trieste oltre 1000 professionisti hanno partecipato alla realizzazione del Manifesto della Comunicazione non Ostile, una carta di 10 principi creata a partire dai contributi di oltre 17.000 persone in Rete.

manifesto parole o_stili

Durante l’evento di lunedì 15 maggio i dieci principi del Manifesto sono stati presentati ai ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 16 anni da personaggi della televisione, dello spettacolo e dello sport. A Milano, presso l’UniCredit Pavilion e alla presenza del Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, 500 studenti si sono confrontati con Paolo Ruffini, conduttore e comico televisivo, la cantante Chiara, l’ex bandiera del Milan Franco Baresi e Gianluca di Marzio, giornalista sportivo.

A Trieste sono intervenuti Eva Campi e Dario Gasparo, a Cagliari Diana Del Bufalo e Giorgia Palmas e a Matera Angela Mauro con Ali Sohna.

Comune a tutti i 30.000 giovani collegati in streaming il desiderio di conoscere e promuovere uno stile diverso con cui stare in rete per provare a diffondere il virus positivo dello “scelgo le parole con cura” perché “le parole sono importanti”.

Il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, ha dichiarato: “Il sistema educativo e formativo è decisivo se vogliamo davvero cambiare i modi con cui dialoghiamo, ci relazioniamo, ci informiamo, superando parole d’odio, diffusione delle fake news, cyberbullismo. La scuola, come luogo di formazione delle prossime generazioni, è l’ambiente naturale dove cittadine e cittadini di domani possono costruire, da oggi, l’abitudine ad essere parte di una comunità dove siano diffusi rispetto e condivisione, nelle esperienze fisiche come in quelle digitali. Il linguaggio in questo senso è decisivo, ed è quindi con grande convinzione che il Miur ha aderito alla sfida, promuovendo il Manifesto di Parole Ostili nelle scuole, per farlo essere strumento di riflessione e didattica”.

Rosy Russo, ideatrice di Parole O_Stili ha commentato: “Ci siamo rivolti al mondo della scuola perché vogliamo chiedere ai giovani di diventare testimonial di un nuovo modo di stare in rete. A loro lancio un appello: immaginatevi il Manifesto della comunicazione non ostile come una canzone; la abbiamo scritta a più di 100 mani, ora vogliamo che ciascuno di voi la interpreti. Quanto più la canterete, tanto più diventerà vostra.”

Paolo Ruffini_Condivido

A distanza di una settimana, la giornata dedicata a Condivido non smette di far parlare di sé, anche se, purtroppo, per i motivi sbagliati: incentrando, cioè, tutta l’attenzione sull’ironia, a volte spigolosa, del comico Paolo Ruffini, tralasciando del tutto (o quasi) gli importanti contenuti di cui si sono arricchiti i ragazzi presenti all’evento.

All’attore e comico toscano spettava il difficile compito di tenere in piedi una giornata che rischiava, per certi versi, di risultare un po’ noiosa a ragazzi under 16, ma, per cercare di riuscire nel suo intento, ha fatto proprio quello che ai ragazzi viene chiesto di non fare: dire parolacce, prendere in giro i presenti con nomignoli ridicoli con il solo intento di far ridere i ragazzi, rendendo, così, il bullismo una forma di intrattenimento.

Da quel giorno professori e dirigenti si sono divisi tra gli scandalizzati per il linguaggio scurrile e poco consono di Ruffini ad una manifestazione attenta all’uso delle parole e tra quelli che sostengono che è proprio questo tipo di linguaggio che tiene viva l’attenzione dei ragazzi. 

Il dibattito è ancora aperto ed è giusto che sia così. L’obiettivo primario di Parole O_Stili è da sempre stato quello di non stigmatizzare dei comportamenti o evocare censure, ma creare consapevolezza e sensibilizzare le persone al tema dell’ostilità verbale, perché Parole O_Stili vuole dare a chiunque la possibilità di esporre la propria visione senza filtri o costringimenti. E quale opportunità migliore di arricchimento se non quella del dibattito?

Però, certo, forse Ruffini doveva farsi un ripasso della lezione precedente per rendersi conto del contesto in cui andava a parlare e lasciare i suoi “coglioni” e “tope” alle commedie all’italiana.

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