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“Il Giro d’Italia appassiona perché è fatica e conquista” parola del “Falco” Savoldelli

Vincitore per ben due volte del Giro d’Italia, nel 2002 e nel 2005, il ciclista rovettese Paolo Savoldelli è pronto a dare il benvenuto alla corsa rosa in terra bergamasca.

Vincitore per ben due volte del Giro d’Italia, nel 2002 e nel 2005, il ciclista rovettese Paolo Savoldelli è pronto a dare il benvenuto alla corsa rosa in terra bergamasca. A Rovetta, e non solo, tutti lo conoscono come “il Falco”, soprannome nato nel 1999 quando, nella discesa della Fauniera, arriva in cima alla salita con due minuti di svantaggio rispetto a Pantani e termina la discesa con un minuto di vantaggio; una “picchiata” davvero memorabile.

Il Giro d’Italia quest’anno passa sia da Bergamo che da Rovetta: che emozioni prova nel sapere che la corsa farà tappa proprio nelle zone in cui è cresciuto?
“Sicuramente per me è una grande soddisfazione perché il Giro d’Italia è un evento di notevole importanza e la gente lo sente molto. Non facendo parte della gara come in passato, vedo la corsa da un’altra prospettiva: mi godrò l’evento da spettatore; alla tappa di Bergamo penso di recarmi in bicicletta, mentre a Rovetta assisterò alla manifestazione insieme alle mie due figlie, Marika e Giulia”.

Ha partecipato all’organizzazione delle due tappe bergamasche?
“Molte persone mi hanno invitato a partecipare, ma non ho preso parte all’organizzazione per altri impegni. Inizialmente l’arrivo della 15° tappa era previsto in Presolana ma, non riuscendo a stare nei chilometri prestabiliti, si è dirottato su Bergamo; sono molto contento perché sia Bergamo che Rovetta meritano questa visibilità.

Non possono certamente mancare i ricordi legati al Giro d’Italia: qual è il più bello?
“I ricordi sono tantissimi: ho conquistato due vittorie, nel 2002 e nel 2005, un secondo e poi un quinto posto; tutti questi successi richiamano alla mia memoria due sentimenti forti: fatica e grandi soddisfazioni. La vittoria più bella è stata la seconda, quella del 2005, perché più sofferta: ho dato il massimo mettendo in campo tutto me stesso fino alla tappa del Colle delle Finestre con l’arrivo finale a Sestriere”.

In quest’ultimo periodo, purtroppo, si sentono notizie di molti ciclisti investiti sulle strade: da Michele Scarponi a Nicky Hayden; cosa ne pensa in merito?
“Sempre più gente si appassiona a questo bellissimo sport e questo è un aspetto positivo; purtroppo le strade non sono affatto migliorate e, quindi, ciclisti e automobilisti devono cercare di convivere. Sfortunatamente si sono registrati due gravi incidenti in un lasso di tempo molto ridotto e questa è una vera fatalità del destino.
Alcuni automobilisti dovrebbero rispettare maggiormente i ciclisti, mentre questi ultimi dovrebbero farsi notare di più aggiungendo delle luci alle proprie biciclette.

Michele Scarponi, purtroppo, è mancato lo scorso 22 aprile: come ricorda questo grande campione?
“Un ragazzo bravo, solare e, soprattutto, molto professionale: questo è Michele Scarponi. Non ho mai corso insieme a lui e la notizia della sua morte è stata un fulmine a ciel sereno per tutti quanti. Una fine ingrata che non meritava affatto”.

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