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Sorte contro Gori e Sala: “Marcia pro migranti? Solo falso buonismo” fotogallery

Alessandro Sorte contro Gori e Sala: sbagliato partecipare alla marcia pro - migranti, solo falso buonismo e sull’autonomia attacca di nuovo il primo cittadino di Bergamo.

È un fiume in piena Alessandro Sorte durante il “Tour Penso Positivo” che ha fatto tappa a Romano di Lombardia nella serata di venerdì 19 maggio.

Sorte attacca Gori e Sala

In un incontro itinerante organizzato da Forza Italia per incontrare iscritti e simpatizzanti e parlare con loro delle principali tematiche legate al partito e alla politica locale e non solo ecco che il vulcanico Assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità si trasforma in mattatore tenendo un discorso di circa 20 minuti in cui ha affrontato alcune delle tematiche più scottanti relative a sicurezza, trasporti e autonomia.

Non le manda certo a dire il forzista quando, anche alla luce delle ultime aggressioni avvenute in stazione a Milano da parte di un italo tunisino ai danni di due militari e di un agente della Polfer, mette nel mirino i due sindaci PD Giorgio Gori e Giuseppe Sala che parteciperanno alla marcia pro migranti che si terrà nel capoluogo meneghino, marcia definita dallo stesso Sorte falsa e buonista.

“Gori e Sala parteciperanno alla marcia del buonismo – sentenzia Sorte – la sicurezza non la si fa con gli slogan, servono le idee chiare. Noi stiamo dalla parte delle Forze dell’ordine e i blitz fatti negli ultimi giorni in stazione sono sacrosanti e devono essere rifatti.” mentre in un altro intervento afferma “dobbiamo avere tolleranza zero nei confronti di chi viene qui a rubare e a fare violenza sul nostro territorio.”

Un attacco diretto quindi, soprattutto verso Giorgio Gori sindaco di quella città, Bergamo, a cui è stato recentemente accostato proprio Sorte come possibile futuro candidato alla carica di primo cittadino.

Non solo sicurezza e migranti tra gli interventi del forzista, che durante la serata si scaglia anche contro il Movimento 5 Stelle e i pentastellati definendoli “dilettanti allo sbaraglio”. Parole al miele invece verso la Lega Nord e l’alleanza ormai pluriennale in Lombardia con cui condivide anche le idee legate all’autonomia della Regione.

“Noi abbiamo una grande sfida, che non interessa più solo la Lega, ed è il Referendum sull’autonomia. La Lega è cambiata, non è più Lega Nord ma Lega Nord e Sud perché Salvini ha portato il partito a un livello nazionale. Quindi questo referendum non è solo una loro battaglia ma una battaglia di tutti.”

Sempre in merito all’autonomia ecco che arriva la seconda bordata a Gori: “Oggi c’è stato un convegno del centro sinistra fatto dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori e dal Ministro Martina dove affermavano che loro – il Partito Democratico ndr – erano i veri federalisti e autonomisti e non il centro destra che fa solo slogan. Con che faccia uno del Partito Democratico può venire a dirci che i veri federalisti e autonomisti sono loro quando il quattro di dicembre con il referendum di Renzi volevano spazzare via le competenze delle regioni?”.

Infine spazio anche a infrastrutture e sanità: “Devo dire che ci siamo contraddistinti in questi venti anni di governo di Regione Lombardia per aver amministrato molto bene, abbiamo la sanità migliore d’Italia, ci sono le liste d’attesa perché tutti vengono qua a farsi curare, ma soprattutto c’è un sistema infrastrutturale invidiato perfino in Europa.”

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