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La Poloni in gara per il restauro del tetto della Cappella degli Scrovegni foto

Mezzo milione di euro di fondi ministeriali stanziati nel 2014 per proteggere i capolavori del Giotto, a Padova e 13 imprese in lista ammesse a partecipare alla gara d’appalto, indetta nel 2017: c'è anche quella di Alzano Lombardo

Nel 2014 un fulmine colpisce la trecentesca Cappella degli Scrovegni di Padova che conserva gli affreschi di Giotto, danneggiando la parete esterna e frantumando la sfera in pietra che sorregge la croce.

Due anni fa il governo inserisce la Cappella degli Scrovegni e il Museo degli Eremitani tra le emergenze culturali: opere che richiedono un intervento rapido perché ad alto rischio degrado. Con il decreto del 23 settembre 2014 Roma stanzia 500 mila euro a favore dell’opera ma i lavori per la messa in sicurezza del tetto -ad oggi- non sono ancora iniziati. E non sono nemmeno stati appaltati.

Ritardo finito sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti, sezione centrale di controllo, che ha fatto il punto sullo stato dei lavori indifferibili e urgenti a tutela dei beni culturali italiani a grave rischio di deterioramento. La Corte dei Conti per la Cappella degli Scrovegni sottolinea come “il differimento temporale nell’attuazione dell’intervento è stato giustificato con la delicatezza e la peculiarità dell’immobile e la necessità di eseguire numerosi monitoraggi e indagini sul suo stato conservativo”. Ascrivibile ai sopralluoghi preliminari, quindi, il ritardo.

A tre anni di distanza, tramite gara d’appalto, l’amministrazione comunale qualche settimana fa ha condotto l’indagine di mercato per il restauro del tetto che proteggerà i capolavori di Giotto. Tredici le imprese ammesse a partecipare alla gara. Si tratta di Fratelli Lorandi srl di Villaverla (Vicenza); Terna costruzione srl di Pieve di Soligo (Treviso); Atheste costruzioni srl di Este; Poloni srl di Alzano Lombardo (Bergamo); Moletta Gino di Meano (Trento); il gruppo formato da Cognolato srl di Albignasego assieme a Fantino costruzioni di Cuneo; Constructa srl di Padova; il gruppo con la Sicea di Vigonza e la padovana Ar arte e restauro srl; Italrestaura snc di Salandra (Mantova); Rws srl di Vigonza; Lattanzi srl di Roma; e infine due ditte veneziane: Lithos srl e Lares srl di Venezia.

Sarà il ribasso il criterio di scelta dell’impresa da parte del dirigente responsabile, Luigino Gennaro. I lavori prevedono la ricollocazione della croce caduta e l’intero restauro del tetto, che partirà dal rifacimento completo del manto di impermeabilizzazione, dell’impianto di protezione contro i fulmini e di un rinforzo in caso di terremoto.

Durante il periodo del cantiere la Cappella sarà coperta con una struttura esterna per preservare gli affreschi di Giotto.

Ecco il servizio di un tg regionale sul fulmine che ha colpito la Cappella degli Scrovegni:

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