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Un Jobs Act per gli autonomi: ecco le maggiori tutele per i non dipendenti

Definitivamente approvata dal Senato la legge contenente nuove misure di tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e la disciplina del lavoro agile.

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Definitivamente approvata dal Senato la legge contenente nuove misure di tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e la disciplina del lavoro agile.

Tale normativa, vuole inserire maggiori tutele per il lavoro autonomo non imprenditoriale e contiene le disposizioni sull’articolazione flessibile dei tempi e luoghi di lavoro per i lavoratori subordinati (il lavoro agile, appunto).

Le disposizioni, a oggi, in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, introducono una serie di tutele a favore dei lavoratori autonomi che esercitano la loro attività in forma non imprenditoriale, cioè con lavoro prevalentemente proprio, ma senza vincolo di subordinazione.

Ecco qui di seguito le più importanti e pratiche innovazioni introdotte.

Innanzitutto la norma introduce importanti tutele in ambito contrattuale prevedendo l’estensione ai rapporti di lavoro autonomo delle norme sugli interessi nelle transazioni commerciali nei rapporti con imprese e pubbliche amministrazioni.

Viene inoltre prevista l’abusività di clausole contrattuali che attribuiscano al committente la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni di contratto o di recedere senza un congruo preavviso ovvero che prevedano termini di pagamento superiori a 60 giorni come verrà considerato abusivo il rifiuto del committente di formalizzare per iscritto il contratto. L’abusività comporta la nullità della clausola e il diritto del lavoratore a ottenere il risarcimento dei danni subiti.

Importanti novità anche in tema di tutela delle lavoratrici autonome in gravidanza, e dei lavoratori autonomi in malattia e infortunio in quanto viene previsto che i committenti di coloro che prestano la loro attività in via continuativa e si trovano in una delle suddette situazioni oggettive personali (malattia, infortunio, maternità), qualora tale situazione non comporti una astensione dal lavoro superiore a 150 giorni, non potranno estinguere il rapporto contrattuale.

Sul piano previdenziale è introdotta una delega al Governo al fine di rafforzare la normativa in materia di sicurezza e protezione sociale per i professionisti iscritti agli albi, nonché di ampliamento delle prestazioni di maternità e malattia per i lavoratori iscritti alla Gestione separata.

Inoltre viene stabilizzata l’indennità di disoccupazione per i co.co.co..

Sul piano fiscale sono state introdotte:

– modifiche circa il trattamento delle spese sostenute dal professionista per vitto e alloggio e si dispone che le spese di vitto e alloggio addebitate al cliente in quanto necessarie per l’esecuzione dell’incarico non formano reddito per il professionista così come per quelle sostenute direttamente dal committente;

– modifiche sulla deducibilità delle spese di formazione per cui saranno interamente deducibili, “entro il limite di 10.000 euro annui le spese per iscrizioni a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegno e congressi, comprese quelle di viaggio e di soggiorno”. Saranno inoltre deducibili nel limite di 5.000 euro annui le spese di certificazione della professionalità raggiunta.

Da ultimo, sono previste disposizioni finalizzate a facilitare la ricerca di nuovi incarichi, sia istituendo uno sportello dedicato al lavoro autonomo in ogni centro per l’impiego od organismo autorizzato all’attività di intermediazione in materia di lavoro, sia introducendo norme per favorire la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici.

Per quanto riguarda il rapporto di lavoro subordinato, la legge approvata si occupa esclusivamente di una specifica tipologia di prestazione, definita “lavoro agile” nella quale la prestazione lavorativa viene resa in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, senza una postazione fissa.

Le nuove disposizioni prevedono un accordo scritto tra lavoratore e azienda che regoli il rapporto e le modalità di esecuzione della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, le forme di esercizio del potere direttivo e di controllo sulla prestazione resa dal lavoratore, così come i tempi di riposo e le misure tecniche e organizzative necessarie a garantire al lavoratore un periodo di disconnessione, secondo un’esigenza di cui hanno iniziato a farsi carico alcune normative in ambito europeo per la generalità dei lavoratori dipendenti.

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