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Atalanta: l’Europa merita un progetto per trattenere i big ed esserne all’altezza

Quando saranno finiti i tempi di caroselli e fuochi d'artificio arriverà la parte più difficile per Percassi e famiglia: portare avanti quanto di buono fatto in questa stagione stellare

Tanti, troppi 26 anni senza giocare in Europa per una piazza calda come quella di Bergamo, che quel sogno l’aveva vissuto da grande protagonista a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. E’ certo per questo che sabato sera, dopo il fischio finale di Atalanta-Milan, il popolo nerazzurro si è riversato nelle vie del centro cittadino, per quella grande festa che tutti aspettavano da tempo.

Ed è giusto così: i festeggiamenti dopo un’annata tanto spettacolare ed esaltante, sono il minimo. E gli applausi, per squadra, mister e società, sono un dovere.

Ma quando si spegneranno caroselli e fuochi d’artificio arriverà la parte più difficile per Percassi e società: tenere vivo l’entusiasmo. Perché, si sa, passare dalle stelle alle stalle è un attimo.

Per questo nei tifosi, oggi impegnati a festeggiare  lo storico traguardo raggiunto, fa capolino tra la gioia anche un po’ di timore.

La gioia è quella di tornare a vivere quelle indimenticate trasferte europee, tornare ad affrontare le blasonate squadre di altri campionati (e c’è già chi sogna un big match contro il Manchester United di Pogba e Mourinho).

Il timore è legato alle domande sulla capacità di esprimersi ad alti livelli. Adesso, infatti, servirà una rosa diversa e migliore rispetto a quella delle ultime stagioni e, soprattutto, sarà importante provare a trattenere qualcuno dei big che in questo campionato hanno fatto la differenza. Per trattenerli, questi big, è necessario un progetto vero, serio e ambizioso, perché comunque chi resterà dovrà farlo con motivazione, voglia ed entusiasmo, non certo con l’orecchio puntato verso le sirene di mercato.

Il miracolo Leicester dello scorso anno insegni cosa significa pianificare dopo un trionfo quasi inaspettato. Gli inglesi hanno trattenuto quasi tutte le loro stelle, cedendo il solo Kanté al Chelsea e rifiutando tutte le proposte arrivate per i vari Vardy e Mahrez.

Eppure non è bastato, perché di investimenti veri e propri non ne sono stati fatti e il progetto, tanto osannato, di restare in Europa è fallito, facendo crollare anche la favola che era nata con l’esonero di Ranieri, l’artefice di tutto.

Se è giusto cedere chi chiederà di partire e non darà le dovute garanzie ci permettiamo di suggerire ai Percassi che investire risulta decisivo. Per Gasperini, che si merita una rosa “europea”, e per la squadra, che si merita di essere all’altezza del palcoscenico che la prossima stagione calcherà.

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