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Alessandro Vanotti fa le carte al Giro d’Italia: “Si decide nella tappa di Rovetta”

L'ex ciclista professionista bergamasco descrive le due tappe orobiche della centesima edizione della Corsa Rosa: "Il Giro si decide alla numero 16, da Rovetta a Bormio. Sulle due ascese dello Stelvio sarà spettacolo".

Il Giro d’Italia è iniziato e la corsa rosa sta correndo veloce lungo la penisola verso il traguardo di Milano. Prima di raggiungere la cittadina meneghina i corridori faranno tappa a Bergamo il 21 maggio, mentre il 23 maggio ripartiranno alla volta di Bormio da Rovetta, dopo aver sostato per un giorno nella nostra città. Visto l’imminenza dell’evento, abbiamo chiesto ad Alessandro Vanotti, ex ciclista professionista bergamasco, di raccontarci le tappe che coinvolgeranno il nostro territorio.

Alessandro Vanotti

Tappa numero 15, da Valdengo a Bergamo, si terrà domenica 21 maggio con arrivo su Viale Papa Giovanni XXIII e per il nostro esperto sarà una frazione per le fughe: “Tappa che assomiglia molto a quella con arrivo a San Pellegrino nel 2011. Prima parte in pianura, dove si andrà anche a 50 km/h di media per cercare di andar in fuga, e poi un finale movimentato con salite non semplici come Miragolo San Salvatore e Selvino. Molto probabilmente arriverà una fuga, composta anche da 10/15 corridori, ma per la classifica generale non cambierà nulla perché tutti i big aspetteranno la tappa dello Stelvio. Grande attenzione alle fughe ‘bidone’, in cui può entrare qualche corridore staccato in classifica di 5 minuti e prendersi la maglia”.

Una tappa che vedrà all’opera gregari e cacciatori di tappe, ma ci sono grandi aspettative sui nostri conterranei Davide Villella, Lorenzo Rota, Enrico Barbin e Paolo Tiralongo: “L’arrivo è adatto ai corridori bergamaschi e se riusciranno ad entrare nella fuga di giornata, potranno giocarsi la vittoria. Vedo una tappa adatta a Villella, che già allo scorso Giro di Lombardia ha fatto bene, ma l’arrivo potrebbe piacere anche a Tiralongo e Rota”.

Il finale, con l’entrata in Bergamo attraverso lo strappo della Boccola, l’attraversamento di Città Alta e la conclusione in centro, sarà complicato anche per via della ripida discesa posta lungo Viale Vittorio Emanuele: “Per un corridore poco veloce, magari inserito nella fuga di giornata, la Boccola potrebbe essere un trampolino di lancio prima della discesa. Tuttavia se in cima scollinerà un gruppetto, scendendo da Città Alta qualcuno potrebbe provare ad attaccare, ma, visto il nuovo arrivo su Viale Papa Giovanni, molto probabilmente se la giocherà un gruppo ristretto”.

Giorno di riposo e si riparte da Rovetta in direzione Bormio. Tappa numero 16 e qui con ogni probabilità ci si giocherà il Giro: “Si va oltre i 2000 metri, la tappa è posta nella terza settimana e viene subito dopo il giorno di riposo. Sul Mortirolo non accadrà probabilmente nulla, molti proveranno ad andar in fuga, tanti per non rischiare di finire fuori tempo massimo. Sulle due ascese dello Stelvio sarà spettacolo e lì potranno giocarsi il Giro solo i due corridori più forti al mondo, Vincenzo Nibali e Nairo Quintana. Vincenzo se starà bene attaccherà sulla salita di Val Munsteir (versante svizzero del Passo dello Stelvio), se invece non se la sentirà, attenderà la discesa finale, dove in qualsiasi caso lo vedremo protagonista”.

Infine abbiamo posto ad Alessandro la fatidica domanda: chi vincerà il 100° Giro d’Italia? Dopo averci riflettuto qualche istante, l’ex compagno di Nibali all’Astana ha dato il suo responso: “Per curriculum, esperienza ed attitudine al percorso questo Giro probabilmente lo vincerà Vincenzo Nibali. Conoscendolo da parecchio tempo, l’ho visto più in palla rispetto allo scorso anno, sia guardando la sua pedalata che guardandolo in viso. Più il Giro è duro, più Vincenzo va forte, quindi se tutto andrà bene potrà vincerlo. Un passo dietro di lui ci sono Nairo Quintana e Miguel Landa Meana, per gli altri le speranze di vittoria sono molto ridotte”.

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