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Museo 4.0: “Comunicare l’arte attraverso i new media” fotogallery

Nella giornata di venerdì 12 maggio si è svolto il workshop MUSEO 4.0, organizzato da Fondazione Accademia Carrara, presso il Liceo Scientifico Statale Lorenzo Mascheroni e l’Accademia Carrara.

Quest’anno l’Accademia Carrara ha compiuto 223 anni, Instagram solo 7. Come si può sfruttare questo divario temporale e le potenzialità dei new social media per far irrompere la contemporaneità in un museo d’arte moderna?

Questo l’interrogativo posto da Maria Cristina Rodeschini, direttrice della Carrara, in occasione del saluto istituzionale all’inizio del workshop MUSEO 4.0, svoltosi nella giornata di venerdì 12 maggio, organizzato da Fondazione Accademia Carrara, presso il Liceo Scientifico Statale Lorenzo Mascheroni e l’Accademia Carrara.

Durante il convegno si è discusso proprio di questo legame speciale tra social media ed arte, del ruolo delle digital culture per la valorizzazione dei patrimoni artistici. L’obiettivo primario del workshop è stato quello di propugnare modelli di nuove pratiche di comunicazione delle realtà culturali; avvicinare nuovi pubblici al museo; comunicare l’idea di un museo attuale, innovativo e aperto alle nuove sfide del digitale; veicolare nuove professionalità.

Nella prima parte della giornata si sono intervallati esperti che hanno illustrato il grande potere dei media in relazione alla nostra territorialità e alle istituzioni museali attraverso esempi concreti e immediatamente fruibili. Molti gli spunti interessanti emersi, in primis l’importanza della valorizzazione della cornice in cui sorgono i musei, ossia il territorio, da riqualificare e non da considerare come semplice background. Come si può attuare questa valorizzazione? Un esempio: usare le foto postate dai turisti sui profili social per capire le preferenze degli utenti legate alla città in cui sono, usando la tecnologia della localizzazione, e lavorare per migliorare sempre di più questi aspetti. Tracciare la mobilità dell’individuo serve quindi per superare i confini, per vivere in una globalità sempre più interconnessa. Anche il sindaco, Giorgio Gori, è intervenuto brevemente per sottolineare l’impegno costante dell’amministrazione comunale per promuovere il turismo della città di Bergamo.

Come sarà allora il museo del futuro? I musei si compongono di un contenuto fisico, fisso nello spazio; applicare il concetto di Museo 4.0 significa digitalizzare le opere, portare online contenuti fisici a un livello globale, conferire loro una nuova accessibilità e nuova vita. Si possono così organizzare visite virtuali, con le fotografie a 360 gradi il visitatore si sente immerso nella meravigliosa atmosfera museale anche se non è fisicamente nella sala. I media hanno un fortissimo impatto soprattutto nei giovani, l’obiettivo è quello di aprire finestre museali ai Millennians e Postmillennians. In Italia però solo 48 musei su 6000 sono realmente digitali.

L’attività pomeridiana si è invece caratterizzata da uno svolgimento più pratico, un’attività di narrazione e sperimentazione creativa attraverso parole e immagini secondo i temi Food, Dettagli, Inspiration, Acqua, Moda, Ritratti. I partecipanti, divisi in sei gruppi, accompagnati dal team di Accademia Carrara, hanno percorso il museo per interpretare, secondo la loro creatività lo spazio nel quale erano immersi. A fine attività gli elaborati creativi sono stati condivisi via social.

Questo workshop è stato l’occasione per lanciare una nuova iniziativa, i #socialfriaday, una giornata al mese dedicata alla fruizione alternativa della Carrara. Ogni mese un tema, ogni tema un hashtag per raccontare e raccogliere le ispirazioni creative, per condividere il proprio punto di vista sul Museo. Così facendo i social addice diventeranno ambassador della Carrara, sfruttando la possibilità di partecipare a un contest: vincere ogni mese la Carrara Card annuale.

L’arte ha una capacità di narrazione straordinaria, è presenza di linguaggi diversi, è un contenitore infinito di storie ed il buon uso dei social network può fungere da cassa di risonanza per godere appieno della sua bellezza in ogni dimensione. In Museo.

Fotografie di Martina Pezzati, classe ’96

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