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Mamma e sorella di Bossetti da Maurizio Costanzo: “Massi non ha ucciso Yara”

“Gli mancano i figli, la moglie, gli affetti. Se sono qui è perché credo nella innocenza di mio figlio”, così Ester Arzuffi affiancata dalla figlia Laura Letizia nella serata di giovedì 11 maggio al Maurizio Costanzo Show

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“Gli mancano i figli, la moglie, gli affetti. Se sono qui è perché credo nella innocenza di mio figlio”, così Ester Arzuffi affiancata dalla figlia Laura Letizia nella serata di giovedì 11 maggio al Maurizio Costanzo Show.

Come scrive Urbanpost le due donne sono state ospiti del noto salotto televisivo di Mediaset per difendere a spada tratta Massimo Bossetti, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. L’uomo si dichiara innocente, sostenuto dalla famiglia. Dinnanzi alla evidenza scientifica che ha attestato che Bossetti è figlio naturale di Giuseppe Guerinoni (e non di quello che per una vita aveva creduto il suo vero padre, Giovanni Guerinoni), a domanda diretta del conduttore la Arzuffi ha risposto: “Io con il signor Guerinoni non mi sono mai accompagnata, guidava l’autobus che per 6 mesi mi portò al lavoro. Poi io sono andata via dal paese e basta”.

Anche la sorella gemella di Bossetti ha preso parola: “Vado a trovarlo in carcere con mio marito. Soffre molto, prega per mio padre e vorrebbe la vita che aveva prima …”. A quel punto Maurizio Costanzo la interrompe: “Anche Yara la vorrebbe”, e parte l’applauso del pubblico. Ester Arzuffi e Laura Letizia hanno ripetuto strenuamente di non avere mai dubitato dell’innocenza di Massimo Bossetti, e ribadito che “è un bravo padre di famiglia, un brav’uomo” che mai avrebbe potuto fare una cosa così orrenda, uccidere una ragazzina.

“Massi scendeva dalla macchina per aiutare le persone ad attraversare la strada”, ha detto la donna, suscitando la reazione scettica di Elenora Daniele, tra gli ospiti ieri sera, la quale ha commentato: “Il Dna di Ignoto 1 ritrovato su Yara è di Bossetti”. Granitiche le due donne nel ripetere che “Massimo è innocente” e che lui, così come loro familiari e gli avvocati chiedono a gran voce una nuova perizia sul Dna viste “le tante incongruenze” emerse durante il processo di primo grado, nella speranza che i giudici dell’Appello gliela concedano.

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