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Bando dello stadio, il finale era scritto: Andreoletti un giorno ci spiegherà la sua mossa foto

Di tutta questa strana vicenda restano i ricorsi al Tar e una domanda al patron dell'AlbinoLeffe: perché si è iscritto a quella che sapeva sarebbe stata una solitaria tombolata?

Le attese erano da copione di un film di Dario Argento. Alla fine ne esce un quadro desolante da sala d’aspetto di terza classe. Tanti curiosi con scena finale già scritta. Lo stadio se lo aggiudica l’Atalanta a cui tutto questo thrilling dell’ultima ora targato Andreoletti costa qualcosa come un dieci per cento in più della base d’asta. Otto milioni e 600 mila cucuzzi, per superare con relativa tranquillità l’asticella del Comune di Bergamo che per partecipare era stata messa a 7.8 milioni. Neanche molto secondo le opposizioni in consiglio comunale.

“Scenari troppo scontati” esordisce l’assessore Francesco Valesini in conferenza stampa. Il che costringe a pensare che gli eventi degli ultimi giorni avessero messo in guardia la famiglia Percassi da qualche scippo seriano.

Due imprenditori, figli della stessa valle che non si sono mai amati: “Mi sarei sorpreso se non ci fosse stato ricorso da parte dell’AlbinoLeffe visti i rapporti” ha sentenziato un loquace e disponibile assessore.

Ma la sorpresa c’era già stata all’apertura delle buste, sorry della busta, perché alla fine la proposta dell’AlbinoLeffe rimane sconosciuta. “Piacerebbe anche a me sapere l’offerta”, le parole di Valesini sono fioccate nell’aria già fresca come un aereo che tra le nubi basse va lungo in atterraggio.

Quello di Andreoletti, di atterraggio, non deve essere stato troppo morbido con tutte le illazioni: la sua iniziativa non ha avuto un seguito.

Gli spettatori hanno lasciato la sala increduli, quasi scocciati. Nessun via libera a chi propone un impianto da 10.000 posti. Un matrimonio che non s’ha da fare, con l’Europa che incombe e stavolta non si parla di banche, ma di uno stadio atteso da cinquant’anni.

Rimangono le domande: Andreoletti risponderà come sarebbe opportuno per ridare colore alla faccia sbiadita di questa strana vicenda? Perché si è iscritto a quella che alla fine è diventata una solitaria tombolata?

Rimangono gli aspetti che più interessano al tifoso, non solo alla comunità bergamasca. Chi se ne frega se un consigliere della società Avalon che ha certificato la congruità della base d’asta è anche azionista dell’Atalanta con ben 100 azioni. “Anche Tentorio ne ha tre” ha detto Valesini, ma non c’era presente nessuno di Report, quindi è lontano il rischio di ritrovare la vicenda nella trasmissione di RaiTre.

Sui tempi da rispettare? Bella domanda, ma nessuna sospensiva da parte dei ricorrenti. “I ricorsi non pregiudicano i lavori” sono state le parole chiare e secche dell’assessore. Il Tar dorma come sempre lunghi sogni tranquilli, 90 i giorni previsti per chiudere il contratto con Percassi che avrà già in mano la prevista fideiussione da 1 milione di euro.

Valesini tiene di più a difendere le scelte del Comune, non rinunciando a togliersi qualche sassolino dalle scarpe: “La Lega tiene i piedi in due scarpe”. E ancora: “Siamo stati apripista nelle scelte, elemento di novità contropartita di soli 2.000 metri quadrati, rispetto a ben altri numeri deliberati dalla giunta precedente”. Con un chiaro rimando alla sfumata cittadella dello sport per quelli di poca memoria.

Percassi avrà uno sconto? “Due milioni e sessanta circa” per i lavori già affrontati, ha precisato Valesini, con almeno 4 milioni di oneri da destinare per chiudere il cerchio.

Buona pace non solo per i tifosi ma anche per i mercati azionari, con Andreoletti che si terrà nel cassetto, come qualcuno ha numericamente voluto precisare, le tante azioni Ubi del suo portafoglio. Con l’aumento di capitale dietro l’angolo verranno buone.

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