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Accendono il dibattito le sagome disegnate sui luoghi degli incidenti mortali

C'è chi è in palese disaccordo con la campagna di sensibilizzazione alla sicurezza stradale: "Troppo angosciante".

Sta suscitando un acceso dibattito sui social l’iniziativa di Costa Volpino nell’ambito della campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale di disegnare delle sagome bianche sull’asfalto, in punti dove in passato si sono verificati degli incidenti stradali mortali, per fare riflettere gli automobilisti sull’importanza del codice stradale e ricordare loro che l’attenzione non è mai troppa (leggi qui).

“Ho visto questa sagoma vicino alle strisce pedonali – scrive Patrizia su Facebook – mi ha creato angoscia facendo riaffiorare in me ricordi che non si dimenticano ma dai quali si cerca di sopravvivere. Oggi ho saputo il significato di questa sagoma. Capisco l’iniziativa ma non dovevano essere coinvolti eventi realmente successi. Per chi ha avuto la perdita di un figlio o un fratello questo non fa altro che riaprire una ferita neanche rimarginata”.

Con lei concordano in parecchi. Come Anna: “Non si possono prendere iniziative che feriscono i sentimenti altrui. Non sono certamente questi i modi che inducono gli automobilisti ad avere un comportamento civile e non criminale. Sa più di spettacolarizzazione che altro”. O Ivan: “Ti capisco cara Patrizia… eccome se ti capisco…!!”. O Valentino: “Io non intervengo mai in questo genere di post ma ‘ste cose sarebbero da togliere… capisco il sensibilizzare ma pensate alle persone che hanno perso un proprio caro proprio sulle strisce e passando e vedendo sta sagoma disegnata in terra cosa può creare nella loro mente”.

E c’è chi suggerisce altri modi per evitare incidenti. Paola, per esempio: “Per conto mio al posto di spendere i soldi così, potevano spenderli mettendo i semafori pedonali”.

Ma c’è anche chi invece concorda con l’iniziativa. Carlo infatti: “Nessuno mai disposto ad un piccolo atto di eroismo personale? La perdita di una persona di famiglia causa un vuoto incolmabile, magari può essere utile per far riflettere altre persone, e renderle più sensibili”. O Eleonora: “Io credo che se questo gesto possa salvare una vita… o anche solo far prestare più attenzione su questi argomenti… ben venga!”.

Insomma se ne discute, se ne parla, e forse è proprio così che ci si sensibilizza.

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