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13 Reasons Why: è ancora polemica attorno alla serie accusata di incitare al suicidio

Continuano le polemiche attorno alla serie TV più discussa sui social che è stata rinnovata anche per la seconda stagione. Nicole Motta, classe '97, ha guardato la serie in onda su Netflix e ci dice la sua opinione

13 Reasons Why è una serie tv fra le più popolari e viste su Netflix che sta facendo parlare di sé su ogni Social Network.
Il telefilm è basato sull’omonimo libro e la trama è relativamente semplice ma complessa.

La protagonista è Hannah Baker che si è suicidata. Un suo compagno, Clay Jensen trova un pacco contenente delle cassette dove la sua compagna ormai morta spiega le 13 ragioni che l’hanno portata a compiere quell’atto.

Sul web, la serie tv ha fatto molto discutere perché parla di temi attuali che ogni giovane, anche se inconsciamente, si ritrova a dover affrontare: il bullismo o il cyberbullismo, lo stupro, l’uso di droghe e di alcol, il primo bacio e le prime delusioni d’amore, i problemi in famiglia, la scelta ardua dell’Università. La discussione riguarda proprio i temi affrontati: portare o non portare 13 Reason Why nelle scuole e usarlo come metodo di spiegazione o di paragone per poi dover affrontare tematiche delicate e spesso considerate dei tabù.

Penso che introdurre una spiegazione proprio partendo da un telefilm o comunque da un video sia una cosa innovativa e che agli alunni potrebbe piacere, invogliandoli e rendendo il lavoro più facile in una società dove ascoltare è diventato impossibile, mentre stare incollati ad uno schermo è molto più semplice.

Magari 13 Reason Why non è la serie televisiva da premi su premi, gli argomenti trattati non sono approfonditi del tutto, ma perché non introdurre un telefilm come spunto per poi spiegare parte del programma in classe?

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