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L’Atalanta piace anche quando pareggia: piccoli passi verso un’Europa sempre più vicina

Dopo il ko con l'Inter la Dea è ripartita e di punti ne ha presi 13 nelle ultime sette partite (riscoprendo il pareggio: due all'andata, sei al ritorno), molto meglio anche del Milan che ne ha guadagnati nove

Un altro mattone e l’Europa è più vicina, lì dietro l’angolo. A piccoli passi l’Atalanta si avvicina al traguardo, ma sono passi… pesanti, come spiega bene Gasperini nel dopopartita di Udine: “Pareggio col Sassuolo, a Roma, poi con la Juve e qui a Udine. Ma alla fine questi punti ce li ritroviamo in classifica e ci vengono utili, altro che storie. Guardate le altre, non mi sembra che stiano correndo. E comunque per la sfida col Milan recupereremo al megli Gomez, torneranno gli squalificati Conti e Freuler, vedremo se Kessie ce la fa”.

I numeri sono chiari, per l’Atalanta e perfino spietati, per le milanesi che vorrebbero inseguire e magari superare la Bergamasca. Dopo il clamoroso 7-1 di San Siro l’Inter si è gonfiata ed è scoppiata, crollata ai minimi storici: solo due punti in sette partite. L’Atalanta è ripartita e di punti ne ha presi 13 nelle ultime sette partite (riscoprendo il pareggio: due all’andata, sei al ritorno), molto meglio anche del Milan che ne ha guadagnati nove.

Basta per dire che il quinto posto è strameritato e con sei punti di vantaggio sul Milan e nove sull’Inter sarebbe assurdo buttarlo via, nelle ultime tre partite?

Ma torniamo a Udine. Bella a metà, l’Atalanta e non è una novità, lo ha constatato lo stesso Gasperini: “All’inizio del secondo tempo qualcosa non funziona, becchiamo sempre gol, ci è già successo con la Juve”. Anche a Roma, ma certo si parla di grandi avversarie.

E comunque a Udine con molte più attenuanti, perché era un’Atalanta vera a metà, priva appunto degli squalificati Conti e Freuler, dell’infortunato Kessie, con un Gomez a mezzo servizio, sostituito nell’ultima mezz’ora. E vedendo Mounier avrete capito perché giocano gli altri… ma lo stesso D’Alessandro è troppo pasticcione e mai del tutto convincente.

Lo zoccolo duro resta il trio dei difensori, Toloi, Caldara, Masiello, davanti ai quali comunque si costruisce una spina dorsale di tutto rispetto, con Grassi e Cristante. Brian ci fa sognare, inventando un altro colpo di testa speciale e ancora una volta supera l’esame il diciottenne Bastoni (compiuti lo scorso 13 aprile), dirottato dal centro alla fascia per esigenze di marcatura. Ma lui si adatta senza scomporsi quando l’allenatore lo chiama in campo e sembra già un veterano. Ha la metà degli anni di Raimondi, che ha annunciato la fine carriera a fine campionato e ha sentito qualche brivido, quando ha rischiato il rosso per un contatto con Zapata. Gasperini l’ha tolto a fine primo tempo, per evitare guai tipo il duello con Muriel all’andata con la Samp, soprattutto per non restare in dieci.

Raimondi era già ammonito, non ha purtroppo fatto meglio D’Alessandro. E nemmeno Spinazzola, che sembra tornato la controfigura del giocatore rivelazione, da Nazionale, che aveva stupito tutti. Speriamo che si riprenda presto.

L’Atalanta si è fatta raggiungere dall’Udinese, che soprattutto voleva recuperare davanti ai propri tifosi la faccia persa a Bologna, dove aveva perso e incassato quattro gol senza colpo ferire. Così, una volta pareggiato, è sembrato che anche la squadra friulana non volesse affondare. E lo stesso Delneri ha ammesso: “All’andata avevamo vinto con un bel po’ di fondello”, elogiando poi Gasperini per l’ottimo lavoro, per un’Atalanta “che gioca un gran calcio, come il Napoli e mi auguro che raggiunga un traguardo meritato. Il risultato è giusto contro una squadra di qualità”.

Non era la solita Atalanta, però se lo spartito è ben eseguito, gli interpreti contano pur qualcosa e quindi si può anche portare a casa un buon pareggio, senza lamentarsi troppo. Perchè per vincere bisogna anche fare gol e nel primo tempo, quando l’Atalanta a tratti dà spettacolo, Petagna arriva a un passo dal gol, senza centrare il bersaglio. Mentre Gomez non è al meglio e deve rimandare l’appuntamento con la quindicesima rete. Arriva il Milan, potrebbe essere un’ottima ocasione per lui, che piace ai rossoneri e anche per l’ex Petagna.

Un’ultima nota per i tifosi: l’esodo verso Udine è sembrato un antipasto di Europa, con lo spicchio della Dacia Arena tutto nerazzurro e la festa prima, durante e dopo la partita. E l’Atalanta affrontata con grande rispetto, diciamo pure temuta dal suo avversario e accolta e sostenuta dai propri tifosi come una grande. Non è presunzione, Gasp…ita. E’ un campionato fantastico e i nostri nerazzurri tengono sempre alti i colori, perfino quando devono vestirsi col verde pisello.

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