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Dr. Vecchi Odontoiatria Biologica

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Intossicazione da metalli, il dottor Vecchi: “Evitabile con protesi metal-free e atossiche”

Comodità, estetica e tutela della salute. Le ultime novità introdotte in ambito odontoiatrico, ossia le protesi dentali fisse "metal free" (senza metallo) e le protesi mobili atossiche, sono in grado di garantire un perfetto mix di qualità e affidabilità.

Comodità, estetica e tutela della salute. Le ultime novità introdotte in ambito odontoiatrico, ossia le protesi dentali fisse “metal free” (senza metallo) e le protesi mobili atossiche, sono in grado di garantire un perfetto mix di qualità e affidabilità.

Si tratta di dispositivi utilizzati per sostituire, in parte o del tutto, denti mancanti o irrimediabilmente compromessi, con l’obiettivo di ripristinare le funzioni fisiologiche della bocca e l’estetica. Possono essere incollate a uno o più denti di supporto (protesi fisse, come corone e ponti) o rimovibili (protesi mobili come gli scheletrati, che ricostruiscono una porzione di arcata e vengono agganciati ai denti naturali residui).

A differenza dei dispositivi tradizionali, le versioni metal free e atossiche consentono il massimo confort evitando i rischi che possono scaturire dall’utilizzo di metalli pesanti. Proprio considerando questi vantaggi, particolarmente significativi per la tutela della salute e del benessere del paziente, queste innovative applicazioni vengono adoperate dallo studio medico-chirurgico e odontoiatrico dottor Stelio Vincenti – dottor Andrea Vecchi, realtà d’avanguardia che svolge la propria attività con professionalità e continuo aggiornamento.

Abbiamo intervistato il dottor Andrea Vecchi, esperto in materia, per saperne di più.

Perchè l’utilizzo di metalli può rappresentare un pericolo per la salute?
I rischi sono connessi alla corrosione dei metalli utilizzati. Le leghe metalliche usate per la costruzione delle protesi dentarie mobili ma soprattutto fisse, sono state concepite allo scopo di non nuocere all’organismo, ma purtroppo pur essendo vicine a questo traguardo, non lo hanno ancora raggiunto, spesso per esigenze dettate dall’uso cui sono destinate.
Insieme all’oro, base di queste leghe, sono associati altri componenti metallici come il palladio, l’indio, l’iridio, il gallio, l’argento e il rame, che durante i processi di fusione della lega e di preparazione del manufatto protesico, sviluppano sia in superficie sia in profondità ossidi che a contatto con la saliva e i tessuti parodontali (quelli che circondano i denti) rilasciano sostanze metalliche che possono esplicare azione tossica sia localmente sia in tutto l’organismo.

Ci spieghi…
Si possono facilmente ascrivere all’azione tossica locale fenomeni come: sensazione di bruciore, sapore metallico, sanguinamento delle gengive, tatuaggi gengivali, afte, stomatiti, arrossamento della lingua e alterazioni del gusto. Inoltre, infiammazioni e gonfiori gengivali associati a parodontiti croniche responsabili di riassorbimento osseo ed eccessiva produzione di placca, dovuta a ben 41 tipi di batteri diversi alcuni dei quali sono ritenuti responsabili di malattie cardiache e sono stati isolati talvolta anche in sede di infarto miocardico. Gli effetti sistemici invece possono manifestarsi in varie parti del corpo con allergie, eczemi, disturbi oftalmici, disturbi neurologici, patologie gastroenteriche, riniti, faringiti, acufeni e via dicendo soprattutto a contatto con oggetti di provenienza dall’industria orafa, come leghe dentali, anelli, orecchini, collane, monili per il piercing ed altre cose.

E tutti i metalli si corrodono in bocca?
Tutte le leghe si corrodono in bocca, ma quelle preziose meno. Studi recenti, effettuati da enti scientifici internazionali, precisano la realtà e l’entità della corrosione in bocca, con la conseguenza principale che ne deriva: la diffusione di ioni metallici in tutto l’organismo. Le scoperte fatte sull’importanza biologica dei metalli evidenziano il loro ruolo fondamentale a livello dei processi biochimici rivali. Alcuni possono dare luogo, a lungo termine, a gravi rischi per la salute: effetti tossici, allergici, mutageni e cancerogeni.
In definitiva, gli effetti locali o generali di una lega che si corrode in bocca sono riconducibili ai suoi elementi costitutivi. Le leghe a base aurea sono quelle che attraverso un preciso trattamento termico sotto strato vetroso, possono essere stabilizzate eliminando il potenziale elettrochimico e di conseguenza la formazione degli ossidi.

Esistono soluzioni alternative per non subire danni da metallo?
È possibile adoperare protesi dentali fisse senza metallo e protesi mobili atossiche. La metodica “metal-free” prevede l’uso di corone protesiche ceramiche prive di strutture metalliche. A fare la differenza è la “biocompatibilità”, cioè l’integrazione biologica di un materiale con i tessuti circostanti, in altre parole la capacità di un materiale di interagire in maniera appropriata con l’ospite senza produrre fenomeni d’infiammazione, reazioni allergiche o cancerogene.
Un materiale reagisce in maniera non specifica con oltre 200 proteine dell’organismo, possiamo dire che è bioattivo ma non biospecifico (dovrebbe interagire con una sola proteina), pertanto oggi disponiamo solamente di materiali bioattivi (inerti, rigenerativi, da impianto).
Alcune ricerche hanno testato la biocompatibilità di diversi compositi e ceramiche in uso in protesi fissa, testandone principalmente due caratteristiche: la tossicità in vitro e la caratterizzazione della superficie.

Che cosa è emerso?
Nessun materiale testato ha dato segni di citotossicità. Per quanto riguarda la caratterizzazione della superficie abbiamo misurato la ruvidità media dei diversi componenti, riscontrando superfici pressoché lisce in tutti, con leggere differenze tra i vari elementi. Concludendo possiamo affermare che tutti i compositi testati hanno dimostrato un’alta biocompatibilità.

Per quanto riguarda le protesi mobili?
Lo studio di materiali sempre più raffinati ha permesso di mettere a punto composti tecnologici ad altissima efficienza per realizzare le protesi dentali. In questo, l’adozione della Flexite ha segnato una vera e propria rivoluzione. Si tratta di un nylon flessibile che presenta innumerevoli vantaggi rispetto alle resine acriliche tradizionali.
A caratterizzarla, come si evince dal nome stesso, è una notevole flessibilità che consente alle protesi in Flexite di piegarsi e aderire perfettamente senza generare traumi al parodonto, ovvero ai tessuti che si trovano attorno al dente. Una caratteristica che permette di alleviare in modo significativo la pressione sulle gengive rispetto alle vecchie protesi.
Elasticità, però, non è sinonimo di fragilità: i prodotti in Flexite sono certificate come clinicamente irrompibili a differenza di quelle in acrilico o in resina, maggiormente inclini alla rottura. L’assenza di ganci in metallo mimetizza perfettamente questi nuovi prodotti nel cavo orale e i ganci in nylon, al contrario di quelli in metallo, non danneggiano i denti pilastro.
Altro aspetto da non sottovalutare è che si tratta di un materiale ipoallergenico.
Tutte queste caratteristiche sono state confermate da studi dedicati.

E che riscontri hanno dato?
Abbiamo osservato che, con test immunologici, su circa 46 mila pazienti, il gruppo dei materiali Flexite rientra in un intervallo del 99 percento di compatibilità Il risultato dei test, prova che la Flexite è libera da qualsiasi sostanza nociva per il corpo umano.
L’Istituto di Clifford, laboratorio indipendente che testa i pazienti sensibili alla plastica/nylon, ha dato alla Flexite il 99% di sicurezza e di biocompatibilità. È un dato particolarmente significativo perchè è la loro più alta valutazione.

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