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Uniacque, Franco confermato presidente: Lega nel CdA, crescono utili e investimenti

Il coordinatore provinciale di Forza Italia incassa il 95% delle preferenze: il Consiglio di Amministrazione perde la figura dell'amministratore delegato Mario Tomasoni, sostituito dal consigliere provinciale del Carroccio Gianfranco Masper.

Una riconferma pesante, con il 95% dei voti, e l’ingresso di una nuova forza politica nel CdA: Uniacque riparte dal suo presidente Paolo Franco, coordinatore provinciale di Forza Italia, e dalla novità Gianfranco Masper, consigliere in Provincia in quota Lega Nord.

Così hanno scelto i 226 azionisti, amministrazioni comunali e Provincia, presenti al 78% all’assemblea di mercoledì 3 maggio alla Fiera di via Lunga che all’ordine del giorno aveva, oltre al rinnovo delle cariche, anche l’approvazione del bilancio e modifiche allo statuto della società che gestisce l’erogazione del servizio idrico integrato in provincia di Bergamo.

A proposito di cariche decade, insieme all’uscita di scena per fine mandato di Mario Tomasoni quella di amministratore delegato, le cui competenze saranno ora ripartite tra presidente e direttore generale.

Nel consiglio di amministrazione, insieme ai già citati Paolo Franco e Gianfraco Masper, sono stati confermati Gian Battista Pesenti, Caterina Lorenzi e Valentina Vavassori, mentre per il Cisc, il Comitato di Indirizzo Strategico e di Controllo, il presidente rimane Riccardo Cagnoni, coadiuvato da Giacomo Aiazzi, Carlo Arnoldi, Gianfranco Benzoni, Mariagrazia Capitanio, Giovanni Ghislandi, Matteo Lebbolo, Matteo Oprandi, Giacomo Pellegrini, Giuseppe Rota e Maurizio Trussardi.

Dando uno sguardo al bilancio, approvato con ricavi a 84 milioni, emerge una crescita significativa dell’utile di esercizio, passato dagli 8,8 milioni nel 2015 ai 10,6 del 2016: valgono 22,5 milioni gli investimenti del 2016, con l’obiettivo di arrivare a 31 nel corso del 2017, tra interventi sulla depurazione e riduzione delle perdite.

Dopo l’aumento del 3,5% delle tariffe scattato a gennaio nessun ritocco è invece previsto ad oggi sulle annualità 2018 e 2019, anche se su questo punto potrebbero incidere l’ingresso in società di Hidrogest e delle altre società patrimoniali dei Comuni.

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