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La Cisl su Alitalia: “Fallimento? Colpa della concorrenza sleale dei vettori low cost”

Il segretario regionale della categoria dei trasporti attacca le compagnie low cost, facendo il chiaro riferimento a Ryanair: “Non rispettano i diritti dei lavoratori, il sindacato è nato proprio per contrastare modelli d'azienda come questo”.

“Il fallimento di Alitalia? Causato dal ‘dumping sociale’, ovvero la concorrenza sleale operata dai vettori stranieri low cost come Ryanair”: l’accusa arriva dal segretario generale della Fit Cisl Lombardia Giovanni Abimelech che giovedì 4 maggio ha aperto i lavori dell’undicesimo congresso regionale di categoria in fase di svolgimento al centro congressi La Muratella di Cologno al Serio.

“Non è stata solo l’incapacità dei manager – ha continuato il numero uno lombardo dei Trasporti Cisl – Ci opporremo con forza a chi vuole che la nuova Alitalia rinasca sul modello del vettore irlandese. Il sindacato è nato proprio per contrastare modelli d’azienda come Ryanair, chi vorrà applicarlo alla nuova Alitalia ci troverà contro”.

Il segretario generale della Fit Cisl Lombardia ha ricordato che “negli ultimi anni Ryanair ha continuato a muoversi liberamente in Italia senza mai rispettare le norme di legge”.

“Non vengono rispettate norme come la materia di salute e sicurezza, il testo unico della maternità e della paternità – ha detto -. Non viene erogata la tredicesima mensilità e niente accantonamento Tfr. In caso di malattia i lavoratori non vengono retribuiti. In aggiunta Ryanair riceve ogni anno decine e decine di milioni di euro dagli aeroporti e dalle Regioni – ha proseguito -. Oltre 100 milioni di euro solo nel 2015”.

A causa dell’indisponibilità dell’azienda, il dialogo tra sindacato e il vettore irlandese è inesistente: “L’avvicinamento al sindacato da parte dei lavoratori troppo spesso viene minacciato  – ha concluso Abimelech – e il risultato è il trasferimento d’ufficio presso altre sedi, il mancato rinnovo dei contratti a termine o addirittura il licenziamento”.

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