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Industria e artigianato, primo trimestre molto positivo: cresce anche l’occupazione

Nei primi tre mesi del 2017 l'industria in particolare fa segnare risultati molto incoraggianti, affiancati da una crescita nel numero degli addetti che coinvolge anche commercio e servizi.

La produzione industriale a Bergamo inizia il 2017 con un’accelerazione della crescita sia sul trimestre precedente (+1,1%) che nel confronto su base annua (+2,5%): due risultati nettamente positivi e superiori a quelli verificatisi in tutti i trimestri degli ultimi due anni.

Il momento congiunturale favorevole è ribadito dai dati dell’intera industria lombarda: +1,7% sul trimestre e +4% sull’anno, con variazioni tendenziali al di sopra dei cinque punti percentuali in settori trainanti come la meccanica e la chimica.

L’andamento delle vendite in valore, che riflette anche il surriscaldamento dei prezzi delle materie prime e dei prodotti finiti, conferma la fase di ripresa con un forte rimbalzo del fatturato estero, che torna a crescere dopo il rallentamento marcato registratosi sul finire del 2016, e con una buona tenuta delle vendite sul mercato nazionale.

Il consolidamento della ripresa si delinea anche nelle indicazioni provenienti dagli ordinativi acquisiti nel trimestre, in marcata espansione sia per gli ordini interni che per quelli esteri.

L’occupazione industriale è in fase moderatamente positiva e le attese per il trimestre successivo sono prevalentemente ottimistiche e in miglioramento su tutti i fronti.

Si muove nello stesso senso la congiuntura dell’artigianato manifatturiero che segna una variazione della produzione del +0,5% nel trimestre, un aumento tendenziale del +3,4% (contro il +2,9% lombardo), un robusto progresso delle vendite e un lento miglioramento delle aspettative, anche se privo di progressi recenti in termini di addetti.

Nonostante le molteplici incertezze del quadro geopolitico internazionale, pare quindi che il riattivarsi del canale del commercio estero e di un ciclo più favorevole agli investimenti stia sostenendo la crescita della produzione industriale e, più in generale, dell’intera manifattura in Lombardia e a Bergamo.

Concorrono a questa dinamica positiva la ritrovata vivacità della domanda di diversi mercati esteri di riferimento per il “made in Italy”, un cambio dell’euro ancora relativamente debole e il proseguimento, almeno nell’orizzonte temporale di breve e medio periodo, di politiche fiscali e monetarie ancora espansive.

Allo stesso tempo è percepibile – anche dalla parallela indagine regionale sul commercio al dettaglio – una decelerazione dei consumi e la possibilità che, sommandosi all’incertezza originata dal quadro politico-istituzionale e alle eredità della lunga crisi, la ripresa dell’inflazione possa indebolire il potere d’acquisto dei consumatori.

Nel commercio al dettaglio, l’indagine regionale non registra significative variazioni: su base annua il volume d’affari a Bergamo è al +0,6%, ma come risultato medio di una flessione nell’alimentare (-5,1%), una stagnazione nel non alimentare (-0,1%) e un aumento nel commercio non specializzato (+2,4%). Il dato medio lombardo conferma l’assenza di spunti positivi del fatturato medio.

Le vendite del largo consumo confezionato in ipermercati e supermercati, secondo una fonte diversa (IRI-Information Resources) dall’indagine congiunturale, risultano in crescita tendenziale a Bergamo del +1% in volumi e del +2,9% in valori.

Nei servizi l’aumento tendenziale del volume d’affari a Bergamo (+0,6%) è distante dal più positivo risultato della media regionale (+2,6%), soprattutto a causa della minor crescita nei settori del commercio all’ingrosso e dei servizi alle imprese.

L’occupazione risulta in aumento nel commercio e, più nettamente, nei servizi.

Infine, nell’edilizia un risultato positivo e in progressivo lento miglioramento emerge dall’intero campione regionale, con qualche segnale di relativo maggiore ottimismo sul prossimo trimestre anche a livello provinciale.

Ferdinando Piccinini, segretario generale di Cisl Bergamo, accoglie con moderata soddisfazione l’indagine trimestrale della Camera di Commercio di Bergamo. “Continuano a intensificarsi i segnali della ripresa, anche se tutto rimane ancora indefinito, in un orizzonte di luci e ombre. L’ultima indagine trimestrale, infatti, ci consegna saldi positivi sia nei confronti del trimestre precedente che di quello dello scorso anno. L’occupazione presenta un saldo positivo grazie ad un incremento delle assunzioni, fenomeno caratteristico di inizio anno, e una contestuale riduzione delle uscite”.

“Commercio, servizi, artigianato, persino in edilizia si leggono segnali positivi, in progressivo miglioramento, che permettono di concedersi all’ottimismo – continua -. Ci rassicurano i dati sull’occupazione e sull’utilizzo della cassa integrazione nell’industria; ci confortano i risultati dell’artigianato di produzione, fino a oggi in vera difficoltà. Quello che non ci torna completamente è che il dato dell’occupazione cresce molto meno di quello della produzione: è chiaro che adesso ci aspettiamo che i risultati di questo avvio di ripresa si riversino in misura più consistente anche nei confronti dei lavoratori, con un’occupazione più stabile e di maggior qualità, condizione necessaria anche per ripristinare un corretto circuito di ricchezza in grado di far riprendere ‘a girare’ anche i consumi, dato questo ancora deficitario nella nostra provincia, ampiamente dimostrato da quel -5,1% nella spesa alimentare”.

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