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“Orlando”, arriva il festival sull’identità di genere con una chicca per i fan di Bowie

Oltre 30 eventi sparsi per la città di Bergamo tra film, spettacoli, mostre, incontri e momenti di formazione. Al centro il tema della relazione con l'alterità, tra generi e generazioni

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È stata presentata questa mattina alla stampa l’edizione 2017 di Orlando. Identità, relazioni, possibilità, il festival che Lab 80 dedica ai temi del corpo, dell’identità di genere e degli orientamenti sessuali nella cultura contemporanea: giunto al quarto anno, presenta un programma che dura una settimana e propone più di 30 eventi tra film in anteprima (mai usciti nelle sale italiane e scelti nei più interessanti festival nazionali è internazionali), spettacoli di danza e teatro con proposte nuove e di punta, mostre, incontri, laboratori e diversi momenti di formazione sia per adulti che per bambini.

Un calendario a 360 gradi, che da domenica 14 a domenica 21 maggio, a Bergamo, riempie diversi spazi della città di appuntamenti che raccontano in particolare il tema delle relazioni con l’altro da sé, le complessità e le ricchezze che l’incontro comporta, il rapporto tra corpi, generi e generazioni. 

«Orlando è un festival queer interdisciplinare – spiega Mauro Danesi, curatore del festival – che esplora Il rapporto con l’alterità, la molteplicità delle identità e degli orientamenti sessuali, gli stereotipi e le rappresentazioni del maschile e del femminile, oltre che il rapporto con la corporeità e le visioni contemporanee sul corpo».

Il festival è in crescita: per quantità e qualità della proposta, per i numeri di pubblico che registra, per le collaborazioni che ha concretizzato, superando quest’anno quota 50 realtà tra festival partner nazionali e internazionali, enti e sostenitori. Orlando non è solo un festival: è un progetto culturale, che durante tutto l’anno aggrega, fa pensare e crea spazi non solo di riflessione ma anche di cambiamento.

Da segnalare, all’interno del programma cinematografico, sono i film Girls Lost della svedese Alexandra-Therese Keining, del 2016, sulla scoperta di un possibile sorprendente cambio di genere da parte di tre ragazze vittime di bullismo; The Live of Thérèse di Sébastien Lifshitz, Palma Queer a Cannes 2016, omaggio alla femminista storica Thérèse Clerc che, scoperta una malattia incurabile, mette in campo un ultimo racconto, tenero e lucido, su battaglie e amori. E poi Close-Knit di Naoko Ogigami, direttamente dal Festival di Berlino 2017, racconto delicatamente sovversivo su una bambina la sua seconda mamma transessuale. In programma, tra lunghi e cortometraggi, ci sono 17 film, di cui 14 in anteprima.

Nel comparto spettacoli teatrali spicca Geppetto e Geppeto di Tindaro Granata, Premio UBU 2016, racconto lieve e ironico sulla relazione tra un figlio e i suoi due papà (lo spettacolo sarà seguito da un dibattito conTommasio Giartosio, conduttore di Radio 3 e scrittore). Per la danza R.osa – 10 esercizi per nuovi virtuosismi, ultima e recentissima creatura di Silvia Gribaudi, in cui una straordinaria Claudia Marsicano (finalista Premio UBU 2016 Nuova attrice  under 35) porta in scena l’espressione del corpo della donna e del ruolo sociale che esso occupa, con una trascinante ribellione alla gravità, e la produzione franco-svizzera Vacuum di Philippe Saire, gioco di corpi che appaiono e scompaiono tra luci e buchi neri grazie al fluttuare di due danzatori che si muovono nel vuoto (gli spettacoli di danza sono in collaborazione con Festival DanzaEstate e Teatro Sociale di Bergamo).

Tra le mostre: s’intitola Toilet. Immagini per transizione l’esposizione fotografica di Marco Riva, allestita alla 255 Raw Gallery di via Tasso 49 dall’8 al 18 maggio: racconto per immagini del mondo del travestitismo, tra club kids e drag queens, frutto di una ricerca di cinque anni.

Arriva invece dal MoMA di New York una copia del film Kiss di Andy Warhol, che grazie ad un progetto speciale costruito in collaborazione con Contemporary Locus, viene proiettato in Piazza Dante dal 17 al 21 maggio, a partire dalle ore 19 sulla parete vetrata della Domus (visibile dall’esterno).

Da ricordare anche il convegno dedicato a David Bowie, simposio internazionale a cura di Fabio Cleto, docente dell’Università degli studi di Bergamo: si tiene giovedì 18 e venerdì 19 maggio e, a un anno dalla morte del grandissimo artista, riunisce studiosi di rilievo internazionale per indagarne la complessa eredità culturale e il carattere iconico, fra permanenza e trasformazione.

Ampio spazio inoltre per i momenti di formazione: sono 15 gli appuntamenti, per adulti e bambini, che all’interno di laboratori condotti da esperti possono scoprire, ad esempio, il superamento degli stereotipi nelle letture per i più piccoli, lavorare sull’espressione del corpo o imparare a danzare dopo i 60 anni.

Ha detto Mauro Danesi durante la presentazione alla stampa: «Siamo nati quattro anni fa come una piccola rassegna, in punta di piedi, in calendario avevamo qualche film e uno spettacolo di danza. Oggi superiamo i 30 eventi durante il festival e proponiamo iniziative anche nel corso dell’anno, di recente siamo entrati anche nella lista dei festival queer internazionali. E non solo abbiamo dedicato questa quarta edizione al tema delle relazioni, quelle tra generi, corpi e differenze: crediamo anche nel potere rivoluzionario delle relazioni e il nostro progetto sta crescendo proprio perché si fonda su di esse».

Ha aggiunto Nadia Ghisalberti, Assessora alla Cultura del Comune di Bergamo: «L’Amministrazione comunale continua continuiamo a sostenere Orlando con convinzione. Il festival quest’anno è esploso, per la ricchezza del programma, per gli eventi che propone nei mesi precedenti e per il numero di collaborazioni. È un festival che parte dall’attenzione alle persone ed è proprio in questo che sta la sua capacità di realizzare una piccola rivoluzione culturale nel nostro territorio, grazie anche alla sua proposta di qualità e al fatto di non essere un’iniziativa di nicchia, che sa parlare alle persone e crea conoscenza, necessaria per combattere pregiudizi e discriminazioni».

Presente anche Maria Carolina Marchesi, Assessora alle Politiche sociali del Comune di Bergamo: «Orlando ci porta a riflettere e racconta attraverso linguaggi diversi, che parlano a cuori e menti. Fa in modo che le persone si interroghino e provino a mettersi in gioco, per vivere più serenamente all’interno della nostra comunità, in una dimensione in cui venga riconosciuta a tutti la propria identità. Anche il Tavolo Permanente contro l’Omofobia del Comune di Bergamo ha sostenuto e continua a sostenere il festival».

Il programma completo di Orlando e le indicazioni sugli eventuali costi degli ingressi agli spettacoli è sul sito dedicato al festival: www.lab80.it/orlando

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