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Primarie Pd, collegio valli: a Renzi l’81,80%. Sanga: “Ora pronti a rilanciare il Paese” foto

Il collegio 2, denominato “valli”, del Partito Democratico ha incoronato Matteo Renzi con l'81,80% dei voti delle primarie. Capolista della mozione del nuovo segretario del Pd è l'onorevole Giovanni Sanga.

I numeri sono a lì a dimostrare la volontà popolare. Quella delle primarie del Partito Democratico. Il collegio 2, denominato “valli” e composto da 35 seggi ha raccolto un plebiscito per Matteo Renzi. Su 5.444 votanti in 987 hanno scelto Orlando (il 18,20%), mentre 4.436 hanno deciso per Matteo Renzi (81,80%). Capolista della mozione del nuovo segretario del Pd è l’onorevole Giovanni Sanga.

Il suo collegio ha raccolto un plebiscito per Renzi. Percentuali che lo premiano come il migliore della Bergamasca e forse della Lombardia. Come lo spiega?
“I
l risultato di queste primarie è un risultato molto positivo, da leggere con molto interesse. Anzitutto per quanto riguarda la partecipazione ancora molto forte, e poi segnata da un grande entusiasmo. L’ho constato nei giorni scorsi durante l’organizzazione della fase organizzativa e anche domenica, girando in diversi seggi della provincia. Le primarie per la scelta del segretario del Pd e allo stesso tempo dell’individuazione del leader candidato a guidare il paese hanno ancora una grande forza evocativa e di mobilitazione. Già da oggi siamo in pista con un leader autorevole, fortemente legittimato, che ha ritrovato lo smalto dei tempi migliori e l’obiettivo è senz’altro il governo del Paese. Soprattutto dopo un appuntamento elettorale referendario che è andato male, per l’Italia è stata una grande occasione mancata, è stato fonte di instabilità su tutti i livelli. Si pensi che i dati che oggi vediamo su tutti i quotidiani dalle banche e delle agenzie internazioanli ci dicono che in otto mesi l’Italia ha perso 100 miliardi di investimenti a causa proprio dell’incertezza e dell’instabilità che hanno segnato il nostro Paese sul finire dello scorso anno”.

I renziani hanno fatto man bassa di voti. Ma c’è spazio nel Pd per chi ha votato Orlando?
“Il Pd è un grande partito plurale. C’è spazio per tante sensibilità, culture e appartenenze. Del resto i grandi partiti sono grandi contenitori che riescono a fare sintesi con un progetto che si concentra attorno a un leader. Anche le altre mozioni devono concorrere in modo costruttivo a far crescere il Pd e far crescere il Paese. Certo è finita una fase, non è più tollerabile che si possano ripetere episodi del passato quando l’incapacità di far valere le proprie ragioni diventava motivo per assurde prese di posizione che arrivavano fino all’abbandono del partito. Non possiamo più pensare che di fronte all’esito di un appuntamento elettorale, vedi referendum costituzionale, si possano vedere nello stesso partito dirigenti che piangono e dirigenti che stappano bottiglie di champagne”.

Dopo la grande partecipazione registrata alle primarie si può dedurre che gli italiani vogliano andare a votare?
“C’è voglia di ripartire da un progetto che possa mettere in campo risposte alle attese dei cittadini, delle famiglie e delle imprese”.

È il giorno dopo delle primarie, che cosa si fa?
“Da oggi si riparte nel rilancio del Pd, dei suoi circoli, della sua organizzazione ma soprattutto nella proposta di governo del Paese”.

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