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Arlati, Arcigay: “Stezzano continua la sua politica omofobica”

Marco Arlati, Presidente di Arcigay Bergamo Cives chiede alla sindaca di Stezzano Poma: "Nel caso il consiglio di Stato dovesse darle nuovamente torto, lei si assumerà la responsabilità politica di questa ulteriore sconfitta delle sue azioni personali, contrarie alla legge italiana e creatrici di discriminazioni, dando le dimissioni?"

Marco Arlati, Presidente di Arcigay Bergamo Cives si rivolge alla sindaca di Stezzano Elena Poma.

“La sindaca Poma di Stezzano, amministrazione non paga del discredito accumulato, ha deciso di opporsi presso il consiglio di Stato alla sentenza del Tar della Regione Lombardia, che non permetteva alla sindaca di relegare la celebrazione di una unione civile nello sgabuzzino, cosa che ha visto la coppia di cittadini stezzanesi rivoltarsi alla palese ingiustizia e discriminazione adendo alle vie legali.

L’amministrazione Poma ha subito una cocente e plateale sconfitta, infatti la magistratura ha stigmatizzato l’azione della sindaca come un abuso irrazionale ai danni di cittadini di Stezzano. Lo sperpero di denaro pubblico per costose e perdenti cause legali, non vede nessun ravvedimento dell’amministrazione, ma anzi un’ulteriore esibizione di protervia che porterà ad una ulteriore uscita di denaro dalle casse pubbliche del comune, esclusivamente per tentare nuovamente di colpire i diritti di una parte della cittadinanza di Stezzano”.

Marco Arlati aveva chiesto in sede di consiglio comunale se la sindaca si sarebbe assunta le responsabilità dell’azione ideologica e discriminatoria ai danni della coppia di cittadini stezzanesi, pagando di tasca propria i costi processuali. Aveva ricevuto una risposta definita sprezzante, “evidentemente nella convinzione della sindaca di poter far pagare il conto della sua ingiustizia a tutti i cittadini”.

La domanda troverà una risposta nella denuncia presso la corte dei conti per danno erariale, presentata dalla lista “Stezzano Bene comune” che poterà “auspicabilmente la sindaca a rispondere con il suo portafoglio dei danni alle casse comunali per finanziare la sua personale omofobia, che ormai è palese e oggettiva. Conto salato che si accrescerà per le spese relative al ricorso al Consiglio di Stato. Il tutto per una volontà chiara di colpire i cittadini gay di Stezzano e di riflesso tutti i parenti e gli amici degli stessi. Non solo, questa azione personale colpisce anche l’immagine di tutti i cittadini di Stezzano, che a causa del Sindaco Poma passano per essere un comune omofobico, cosa assolutamente non vera, basti pensare che la squadra di Stezzano di basket ha aderito, insieme ad altre 30 squadre bergamasche, all’iniziativa ‘Bergamo in campo contro l’omofobia’”.

“In attesa della Corte de Conti – conclude Arlati –  rivolgiamo alla sindaca una nuova domanda: nel caso il consiglio di Stato dovesse darle nuovamente torto, lei si assumerà la responsabilità politica di questa ulteriore sconfitta delle sue azioni personali, contrarie alla legge italiana e creatrici di discriminazioni, dando le dimissioni? Stezzano non merita di essere additata come un luogo di fanatismo omofobo”.

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