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Primarie Pd, Gori e Sanga: grande partecipazione democratica; Misiani: il voto ha dato seconda chance a Renzi

A caldo i commenti dei leader bergamaschi delle due correnti del Partito Democratico che si sono sfidate nelle primarie in cui, a Bergamo come nel resto d'Italia, ha prevalso Matteo Renzi con oltre il 70%, con lo sfidante Andrea Orlando che ha ottenuto più del 255 (in assenza di Michele Emiliano).

A caldo i commenti dei leader bergamaschi delle due correnti del Partito Democratico che si sono sfidate nelle primarie in cui, a Bergamo come nel resto d’Italia, ha prevalso Matteo Renzi con oltre il 70%, con lo sfidante Andrea Orlando che ha ottenuto più del 255 (in assenza di Michele Emiliano).

Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, renziano

L’affermazione di Renzi è nettissima: vince la proposta più chiaramente riformista. Significa che gli elettori del Pd sono compatti nel guardare avanti, non indietro. Ciò detto, il dibattito congressuale è stato intenso e utile. La mozione Orlando ha alcuni spunti importanti, che mi auguro saranno raccolti dalla nuova maggioranza. Da qui in avanti lavoreremo comunque tutti insieme, forti del mandato di quasi due milioni di italiani, un numero che nessun altro partito o movimento politico riuscirebbe mai a mobilitare.

Antonio Misiani, deputato, orlandiano

La vittoria di Renzi è netta e indiscutibile. Sapevamo che era una battaglia difficile, otteniamo una percentuale minoritaria ma rilevante, che ci permette di eleggere quattro delegati all’assemblea nazionale del partito. Gli elettori hanno dato una seconda chance a Renzi, è questo il significato più importante di queste primarie. Speriamo che la usi al meglio, diventando il segretario di tutti. Noi, per parte nostra, ci rimetteremo al lavoro subito al servizio dell’unità del Partito Democratico.

Maurizio Martina, ministro, renziano

Il governo è al nostro fianco, siamo protagonisti di questo sforzo di governo. Lavoreremo per un partito plurale e aperto. Lo abbiamo detto dall’inizio. E lavoreremo in coerenza con quel proposito.

Dino Pusceddu, orlandiano

Dai primi risultati Andrea Orlando a Bergamo è sopra la media regionale e nazionale. Ci sarebbe voluto un miracolo e non c’è stato, ma nella provincia del Ministro dell’Agricoltura in ticket con Renzi possiamo essere soddisfatti. Il dato dell’affluenza ci dice che un pezzo del nostro mondo ci ha già abbandonato e non siamo riusciti a recuperarlo. Ma con quelle persone dovremo ancora parlare perché sono loro, anche loro, il mondo progressista. In bocca al lupo al nuovo segretario. Noi ci siamo e ci saremo!

Giovanni Sanga, deputato, renziano

Una grande occasione di partecipazione. Una bella giornata per la democrazia. La leadership di Renzi nel PD è più forte. Ma ora tutti insieme dobbiamo lavorare per rafforzare il PD e la leadership di Renzi nel Paese. Renzi è l’unica alternativa alla Raggi di turno e al rischio caos.

Elena Carnevali, deputata, renziana

Un esercizio di democrazia e partecipazione che solo il Partito Democratico da anni sa mettere in campo grazie alla generosità di molti volontari a cui va il nostro primo grazie. Il voto delle primarie rafforza il PD e la guida con ampio consenso a Matteo Renzi e Maurizio Martina. Un partito di governo, europeo, plurale e aperto che continui ad affiancare il governo Gentiloni e le prossime sfide per l’Italia.

Sergio Gandi, vicesindaco, orlandiano
“Per noi è l’inizio di un percorso. Abbiamo costruito una rete che potrà continuare a lavorare da qui in avanti. Chi ha conseguito una vittoria larga avrà la responsabilità di guidare il Pd e di dirci cosa vuole fare.noi diremo la nostra in piena libertà ma mantenendoci leali”.

Giacomo Angeloni, assessore al Comune di Bergamo, orlandiano
“Giornata di democrazia bella e di partecipazione positiva. Ho fatto però molta fatica a convincere tanti amici a partecipare: i più sono delusi, altri che prima erano con noi, oggi ci pensano lontani dalla loro idea. Questo calo di gente che ci sostiene deve fare riflettere in primis Matteo Renzi. Il risultato di Andrea Orlando mi pare la dimostrazione che dobbiamo continuare ad essere un partito plurale. Il Pd è l’unico antidoto al populismo e alla destra”.

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