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Unioni civili nello sgabuzzino: il Comune di Stezzano annuncia ricorso al Consiglio di Stato

L’Amministrazione ha affidato al proprio avvocato l’esame e lo studio della pratica in via preliminare, impegnando altri 2042 euro. Un nuovo processo ne costerebbe almeno 6377

Sembrava fosse finalmente calato il sipario sulla nota vicenda delle unioni civili nel comune di Stezzano. Il fatto era salito agli onori della cronaca quando la Giunta a guida Lega Nord/Forza Italia aveva relegato la celebrazione delle unioni civili a una stanza angusta sul retro dell’ufficio anagrafe, invece dell’ampia sala di rappresentanza riservata ai matrimoni civili.

Il provvedimento, che stabiliva una discriminazione a danno delle coppie gay, in palese violazione della legge Cirinnà, è stato annullato dal TAR. Il comune è stato così condannato a sborsare, tra rimborso delle spese di giudizio e compenso al proprio legale, una cifra che ammonta a circa 12000 euro. Inoltre il primo aprile, la coppia che aveva fatto ricorso si è unita formalmente durante una celebrazione officiata dal capogruppo di Stezzano Bene Comune, unico consigliere ad aver fornito la disponibilità.

Questione chiusa? No. Nell’ultimo Consiglio comunale il sindaco Poma ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato. L’Amministrazione, con una delibera del 27/02/2017 e una successiva determina, ha affidato al proprio avvocato – lo stesso che ha perso la causa in primo grado – l’esame e lo studio della pratica in via preliminare, impegnando altri 2042 euro. Un nuovo processo ne costerebbe almeno 6377, come da preventivo del legale.

“Dopo la sonora bocciatura ricevuta dal TAR – spiegano i membri di Lista Civica Stazzano Bene Comune – , che ha comportato un debito fuori bilancio per pagarne le conseguenze, questa Giunta spende altro denaro pubblico per negare un diritto sancito dalla legge dello Stato: una volta ancora pregiudizi morali prevalgono sui doveri istituzionali. Per quanto tempo ancora gli stezzanesi saranno costretti a pagare il prezzo di tanta arroganza? La lista civica Stezzano Bene Comune presenterà un esposto alla Corte dei Conti per il danno erariale procurato dalla Giunta, che all’unanimità aveva assunto la delibera discriminatoria. Amministratori imprudenti che arrecano danno alle casse pubbliche per ledere diritti soggettivi devono risponderne direttamente di tasca propria”.

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