BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Un italiano su due non legge.” Quando un libro viene sostituito dai selfie

L'ANSA ha dichiarato che il 57% della popolazione non legge neanche un libro in un anno. Ci riflette Luca Baggi, classe '97

Più informazioni su

Sarà che il prezzo medio si aggira attorno ai diciotto euro, ma trovare un libro in mano a un italiano è un’impresa, anzi, un viaggio nel tempo. Perché di questo si tratta, dato che l’Ansa scrive che «Nel 2016 sono circa 33 milioni le persone con più di 6 anni che non hanno letto nemmeno un libro di carta in un anno, cioè il 57,6% della popolazione, la stessa quota che era stata toccata nel 2000».

Non stupisce che le donne leggano più degli uomini: sono il 51,1% contro il 64,5%. Contrariamente alle (mie) aspettative, più si invecchia più ci si disaffeziona alla lettura: «I non lettori sono il 46,8% nella fascia 11-14 anni, diventano il 61% tra 65-74 anni e il 73,5% tra 75 anni e più».

Non è soltanto di una questione di costi, e anche se un’analisi completa del fenomeno spetterebbe a un sociologo sicuramente qualche ragione si può individuare, a cominciare dai social network. I contenuti da cui siamo bombardati ogni giorno sono immagini e video preferibilmente brevi e gli utenti sono spettatori passivi che manifestano il loro accordo o disaccordo semplicemente con un “like”, un singulto emotivo più che un vero e proprio esercizio di critica.

Non si tratta di demonizzare i social network, ma semplicemente di gettare uno sguardo verso le basi delle strategia di comunicazione e di marketing. Un libro non scatta un selfie: comunica il suo messaggio in un modo diverso che richiede un coinvolgimento attivo del lettore. Insomma, non va proprio di moda: oltre a spenderci soldi, tocca pure fare fatica, e a questo punto sarebbe forse meglio andare in palestra per buttar giù qualche chilo.

Inoltre, si guarda alla lettura come all’ozio, perché leggere un libro non dà nulla di concreto. Similmente si dice dell’arte: è da vent’anni che sento dire che “con la cultura non si mangia”. Ma ci sbagliamo di grosso.

Quest’avversione è tipicamente italiana e appartiene soltanto al cosiddetto “ceto medio”. Troppo spesso si associa la figura del letterato con quella del topo di biblioteca, ma allora che dire di Bill Gates, che legge cinquanta libri l’anno, uno a settimana?

Certamente Bill Gates non si trastullerà nella lettura di Guerra e Pace e lo stesso varrà per Elon Musk, fondatore di PayPal Tesla e SpaceX, e più in generale qualunque dirigente di un’azienda. Le loro letture non spazieranno nella letteratura, ma in saggistica e ricerche. C’è però una differenza fondamentale rispetto alla comune percezione della lettura e che non è mai stata compresa pienamente, ma che oggi più che mai è fondamentale: leggere per imparare.

Possiamo dirlo: il libro è sicuramente arretrato come forma di comunicazione, ma la lettura è fondamentale e insostituibile. Ciò che importa è la conoscenza e come viene veicolata è una questione di secondo piano. Elon Musk, ad esempio, preferisce ascoltare, ma non è il solo: la fame di sapere è così forte che sono molti i dirigenti ad ascoltare un libro o un giornale alla guida.

La letteratura e i libri non sono oggetti di contemplazione, ma di studio. Leggere non è tempo perso, non è tempo improduttivo, non è un passatempo: significa apprendere. Questo cambiamento di paradigma per cui dovremmo impegnarci per il nostro paese, a prescindere da come si legge. Anche se una ricerca dell’Università norvegese di Stavanger suggerirebbe che i migliori risultati si ottengano attraverso la lettura del cartaceo – e tutto sommato, da lettore posso dire che è davvero così.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.