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Gandi e Angeloni a fianco della “Squadra Arcobaleno” per Andrea Orlando

“Sottoscriviamo l'appello lanciato da Monica Cirinnà: nell'ottica dell'inclusione, diritti sociale e civili viaggiano assieme" dichiarano il vicesindaco di Bergamo, Sergio Gandi, e l'assessore all'Innovazione Giacomo Angeloni.

Sergio Gandi (vicesindaco di Bergamo e capolista all’assemblea nazionale per la mozione Orlando) e Giacomo Angeloni (assessore all’Innovazione al Comune di Bergamo) sottoscrivono il documento “Il PD e i diritti civili delle persone LGBTI”, lanciato da un gruppo di quindici firmatari fra cui i senatori Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice e l’europarlamentare Daniele Viotti a sostegno della candidatura di Andrea Orlando.

Matrimonio egualitario, pieno riconoscimento dell’omogenitorialità, contrasto all’omotransfobia, garanzia dell’autodeterminazione e lotta alle discriminazioni sul lavoro sono i principali obiettivi proposti ad Andrea Orlando dal documento “arcobaleno”.

Orlando riporta l’uguaglianza tra le priorità della sua mozione – dice Sergio Gandie non ci può essere uguaglianza senza il riconoscimento pieno dei diritti civili, e questi ultimi sono necessariamente nell’agenda politica del Pd che vogliamo. La candidatura di Orlando è occasione di rilanciare l’azione riformatrice anche sul pieno accesso ai diritti di cittadinanza: si tratta di un percorso intrapreso già in questi anni ma che ora ha bisogno di un’ulteriore spinta; le unioni civili sono stato il primo passo, ora c’è ancora lavoro da fare a partire da una legge contro l’omofobia e la trasnfobia, (l’attuale in esame dal 2013 giace in Senato), perché prima di tutto va garantita la sicurezza e vanno previsti profili di illeciti specifici”.

“Vogliamo che il Pd interpreti e si faccia promotore di una trasformazione sociale e culturale già in atto nel paese, ma che va sostenuta e stimolata – afferma Giacomo Angeloni – . Dobbiamo avvicinarci all’Europa in tema di riconoscimento dei diritti civili e di generale estensione del riconoscimento di diritti sociali. Perché ogni nuovo diritto riconoscimento è una vittoria di tutta la società, un punto messo a segno contro l’odio e le paure fomentate da certi populismi”.

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