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Guardiani della Galassia Vol. 2: mix stellare di comicità e azione

Si sa, il “numero 2” di un film non promette mai bene. Invece....

Titolo: Guardiani della Galassia Vol. 2

Regia: James Gunn

Attori: Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista, Vin Diesel, Bradley Cooper, Kurt Russel

Durata: 137 minuti

Giudizio: ****

Si sa, il “numero 2” di un film non promette mai bene. Lo si attende, magari per anni, carichi di grandi aspettative, ma questo, non potendo reggere il confronto con il primo, delude immancabilmente. Con mia grande sorpresa ed estremo piacere, invece, ciò non si è verificato per il secondo volume dei Guardiani della Galassia.

Innanzitutto bisogna specificare che il secondo è una diretta continuazione del primo (uscito nel 2014), quindi è consigliabile, per chi non lo avesse fatto, aggiornarsi guardando l’episodio precedente. Per tutti gli altri, state tranquilli. Ritroverete tutto come l’avete lasciato alla fine del primo capitolo.

L’azione inizia col botto: Star Lord (Peter Quill), interpretato dal favoloso Chris Pratt, e la sua improbabile gang di amici scapestrati vengono assoldati dal popolo dei Sovereign per proteggere delle speciali batterie super potenti dall’attacco di un mostro galattico. Ed è subito battaglia spaziale. Qui il regista, James Gunn, crea un gioco di “piani sfalsati”, molto divertente, che vede in primo piano Baby Groot (ricresciuto in seguito allo schianto finale del volume 1) che balla indisturbato, mentre dietro di lui, sullo sfondo, è in corso un acceso scontro con spade e raggi laser. Immancabile, ovviamente, la colonna sonora anni ‘70-’80, che torna a fare da soundtrack a tutta la vicenda. E fino a qui, tutto nella norma.

L’azione poi va avanti in crescendo, fino ad arrivare al punto di svolta in cui finalmente, dopo anni di dubbi esistenziali, il padre di Peter, Ego (interpretato da Kurt Russel), che si scopre essere un mezzo dio, si fa vivo e cerca di coinvolgere il ritrovato figlio nei suoi piani di espansione.

La seconda metà del film vede meno comicità e più azione. Si svolge più in lentezza rispetto alla prima, forse unica nota dolente del film, con una crescente pressione, nello spettatore, di scoprire se Peter e Gamora (Zoe Saldana) riusciranno finalmente a confessarsi il loro amore e se i Guardiani riusciranno, anche stavolta, a salvare la Galassia.

Il tutto viene coronato da un commoventissimo finale, accompagnato dalle note di “Father and Son” di Cat Stevens, che riuscirà a strappare una lacrima anche ai cuori più gelidi. Io ne ho versata ben più di una. Ma io non faccio testo, ho la lacrima facile.

Insomma, un bel film, fatto bene, che, per una volta, non vede come protagonista l’eroe “che non deve chiedere mai”, ma un uomo imperfetto, che ha sofferto tanto e che non ha paura di mostrarsi vulnerabile di fronte alla donna che ama.

E così, con questo secondo volume, Guardiani della Galassia si riconferma a pieni voti il gioiello di punta della produzione cinematografica firmata Marvel Comics.

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