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Bergamo, per il Festival della prevenzione in campo le star di calcio e volley

Le atlete della Foppapedretti e lo storico capitano dell'Atalanta Gianpaolo Bellini sono i testimonial dell'undicesima tappa del “Festival della prevenzione e innovazione in oncologia”

Le atlete della Foppapedretti Volley Bergamo e lo storico capitano dell’Atalanta Gianpaolo Bellini scendono in campo come testimonial dell’undicesima tappa del “Festival della prevenzione e innovazione in oncologia” che dal 28 al 30 aprile si svolge in città.

La lotta ai tumori scende in piazza grazie alla collaborazione con Ats, ospedali pubblici e accreditati e associazioni del mondo della salute. L’undicesima tappa del “Festival della prevenzione e innovazione in oncologia” si svolge proprio nel capoluogo lombardo.

Un pullman sarà allestito per tre giorni, dal 28 al 30 aprile, in Piazzale degli Alpini dalle 10 alle 19. Gli oncologi dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) forniranno consigli e informazioni sulla prevenzione, sull’innovazione terapeutica e sui progressi nella ricerca in campo oncologico.

Non solo. Il 28 aprile dalle 9 alle 11 è previsto un incontro con gli studenti del Liceo Secco Suardo (Via Angelo Maj 8) e alle 20.45 il convegno (aperto alle associazioni e alla popolazione) su “Prevenzione e stili di vita. Come proteggersi dal cancro” presso la Sala Lombardia di Ats (via Gallicciolli 4). Il 29 aprile alle 8 si terrà un incontro con gli studenti della Scuola media dell’Istituto Comprensivo Statale Angelo Mazzi (Via F.lli Calvi 3/A) – in allegato il programma dettagliato del Festival -. L’obiettivo è trasmettere ai cittadini un messaggio fondamentale: il cancro non va più considerato un male incurabile e contro questa malattia si deve giocare d’anticipo.

“Lanciamo, sul modello dei festival della letteratura, il primo ‘Festival della prevenzione e innovazione in oncologia’ per spiegare agli italiani il nuovo corso dell’oncologia, che spazia dai corretti stili di vita, agli screening, alle armi innovative come l’immuno-oncologia e le terapie a bersaglio molecolare, fino alla riabilitazione, al reinserimento nel mondo del lavoro e al ritorno alla vita – spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. Grazie alla diagnosi precoce e alle nuove armi il 60% dei pazienti sconfigge la malattia, percentuale che raggiunge il 70% nelle neoplasie più frequenti”.

La manifestazione itinerante, resa possibile grazie al sostegno di Bristol-Myers Squibb, tocca 16 città con eventi che dureranno tre giorni. Oltre ai nuovi trattamenti, anche la diagnosi precoce grazie agli screening svolge un ruolo fondamentale nel miglioramento delle percentuali di guarigione. Durante la tappa di Bergamo del “Festival” saranno distribuiti ai cittadini opuscoli sulle principali regole della prevenzione oncologica e sulle nuove armi in grado di sconfiggere la malattia o di migliorare la sopravvivenza in modo significativo. Come detto, interverranno anche testimonial sportivi, in particolare il 28 aprile alle 11.15 nel motorhome saranno presenti tutte le atlete della Foppapedretti Volley Bergamo e nel pomeriggio alle ore 16 sarà presente Gianpaolo Bellini. Durante le tre giornate del festival il motorhome ospiterà inoltre i punti di incontro delle Associazioni dei pazienti.

TUMORI: BERGAMO VIRTUOSA NEGLI SCREENING ANTI-CANCRO
OGNI ANNO 6.500 NUOVE DIAGNOSI, IL 40% EVITABILE CON UNO STILE DI VITA SANO

Nella città (nel 2015) il 62% della popolazione ha eseguito il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per individuare in fase precoce il tumore del colon retto, percentuale superiore alla media nazionale (43%). E il 78% delle donne bergamasche ha eseguito la mammografia, fondamentale per la diagnosi precoce del tumore del seno (Italia 55%).

In Italia nel 2016 sono stati stimati 365.800 nuovi casi di tumore (189.600 negli uomini e 176.200 nelle donne), in Lombardia 62.900 (32.600 uomini, 30.300 donne). A Bergamo ogni anno si registrano circa 6.516 nuove diagnosi. Nella provincia le neoplasie più frequenti fra gli uomini sono quelle della prostata (729), polmone (523) e colon retto (407); fra le donne quelle del seno (849), colon retto (347) e polmone (205). In Lombardia vivono circa 564.720 persone dopo la diagnosi di tumore e quasi due terzi possono affermare di essersi lasciati alle spalle la malattia. “La prevenzione è fondamentale – sottolinea la dott.ssa Mara Azzi, Direttore Generale di Ats Bergamo – e i numeri dimostrano che a Bergamo sta funzionando, grazie anche agli screening di alto livello sia per l’adesione della popolazione sia per la qualità delle procedure. La popolazione può contare su una grande alleanza che ha portato a risultati straordinari. Stiamo lavorando insieme su temi comuni sia a livello provinciale sia regionale, nell’ambito delle criticità che caratterizzano la Bergamasca, quali il tumore al fegato ed il tumore gastrico, oltre naturalmente i ‘big killers’, il tumore al polmone per gli uomini ed il tumore alla mammella per le donne. Non possiamo, inoltre, non considerare come la lotta al carcinoma della cervice uterina disponga oggi di un’ulteriore arma, il vaccino anti-papilloma virus. La vaccinazione anti-HPV rappresenta una strategia di prevenzione complementare rispetto allo screening, con il vantaggio di intervenire in una fase più precoce, non permettendo neppure l’infezione persistente. I vaccini anti-HPV hanno dimostrato un’efficacia clinica vicina al 98% nel ridurre le lesioni precancerose del collo dell’utero causate dai tipi HPV 16 e 18, responsabili del 70% dei cancri da HPV. L’Ats supporterà certamente questa strategia preventiva”.

“Ma la realtà bergamasca è all’avanguardia anche per quanto concerne la disponibilità di strutture dedicate alla cura dei pazienti oncologici – spiega il dott. Giordano Beretta, segretario nazionale AIOM e Responsabile dell’Oncologia Medica all’Humanitas Gavazzeni di Bergamo – . Sono presenti numerose realtà di Oncologia medica, un numero di acceleratori per la radioterapia superiore alla media nazionale, realtà chirurgiche di avanguardia ed una rete interaziendale che collabora da anni nel DIPO (Dipartimento Interaziendale Provinciale Oncologico) per consentire ai pazienti di Bergamo e Provincia, ma anche a quelli provenienti da fuori provincia, di accedere ai trattamenti più aggiornati ed innovativi”. “Resta ancora molto da fare sul piano della prevenzione – continua il dott. Beretta – se pensiamo che l’Italia destina solo il 4,2% della spesa sanitaria totale a queste attività, collocandosi negli ultimi posti per investimenti in prevenzione fra i 34 Paesi che fanno parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD). Bergamo si caratterizza per essere città virtuosa in termini di adesione a due programmi di screening anti-cancro è fondamentale anche seguire un corretto stile di vita. Molti studi hanno dimostrato che il 40% dei tumori può essere evitato seguendo semplici regole (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta), ma pochi italiani sono sensibili a queste indicazioni”.

Anche a Bergamo emergono dati preoccupanti: il 34% dei cittadini è in eccesso ponderale (il 26% per sovrappeso e l’8% per obesità). I sedentari sono il 19% e i fumatori rappresentano il 26% della popolazione. Il 62% dei bergamaschi fa abitualmente uso di bevande alcoliche (i bevitori a rischio rappresentano il 21%).

“La prevenzione è ancora l’arma più potente per combattere i tumori – afferma il dott. Francesco Locati, Direttore Generale Asst Bergamo Est -. C’è la prevenzione primaria, che consiste nell’adozione di corretti stili di vita, dall’alimentazione sana al movimento, passando per l’eliminazione di abitudini dannose, come fumo e alcol, e  c’è poi quella secondaria, cioè gli screening che permettono diagnosi precoci, che a loro volta rendono più efficaci i trattamenti chirurgici e medici. E’ evidente che in un sistema sanitario, istituzioni e cittadini devono fare ognuno la propria parte, perciò è fondamentale diffondere  una vera e propria cultura della prevenzione  tra i cittadini, ed è per questo che è fondamentale creare momenti come questo. Le sinergie e i momenti di confronto tra strutture che si impegnano a diffondere questa cultura ‘fanno bene’ a tutto il sistema”.

“Il Policlinico San Marco e il Policlinico San Pietro sono da sempre impegnati nell’offrire risposte concrete alle crescenti richieste di cura del territorio della Provincia in ambito oncologico, mettendo a disposizione nei due ospedali strumenti terapeutici sempre più efficaci e mirati per combattere patologie particolarmente complesse e delicate come il tumore – spiega il dott. Francesco Galli, amministratore delegato degli Istituti Ospedalieri Bergamaschi – Gruppo ospedaliero San Donato -. Prova ne è, tra le altre, l’apertura quattro anni fa delle due unità operative di radioterapia, a completamento del percorso di cura oncologico (medico e chirurgico) già disponibile. Curare, però, vuol dire anche prendersi cura ed è in questo contesto che la prevenzione gioca un ruolo determinante. Una prevenzione nella quale abbiamo sempre creduto fortemente, come dimostra ad esempio la presenza presso il San Pietro del Centro di vaccinazione contro l’HPV a partire dal 2008, oltre ovviamente all’adesione convinta alle campagne di screening, in primis contro tumore alla mammella e il colon. Non ultimo, stiamo investendo importanti risorse ed energie nel nostro progetto di Gruppo per l’educazione a uno stile di vita sano e a una corretta alimentazione, con incontri in scuole e pubbliche piazze, corsi di cucina e un ambulatorio dedicato all’attività fisica come ‘farmaco’”.

“La battaglia contro il tumore si vince con un approccio multidisciplinare – sottolinea il dott. Giuseppe Fraizzoli, direttore generale Humanitas Gavazzeni -. Da anni nel nostro ospedale sono attivi gruppi di lavoro sulle patologie oncologiche: in particolare tumori dell’apparato gastroenterico, della mammella, del distretto urologico, toracico e della tiroide. Questi specialisti che sono oncologi, chirurghi, radioterapisti, radiologi, medici nucleari, gastroenterologi e patologi si trovano per analizzare, discutere e concordare efficaci programmi di diagnosi e cura per i pazienti affetti dal cancro. Nelle riunioni periodiche vengono presentati i casi clinici con problematiche complesse, per i quali è necessario personalizzare l’iter diagnostico terapeutico sempre tenendo presenti le indicazioni delle linee guida nazionali e internazionali. La discussione, con la revisione dei referti clinici, di laboratorio e di imaging, porta ad una decisione condivisa che viene registrata e comunicata al paziente dal medico che l’ha in cura. Così affrontiamo il problema oncologico in Humanitas Gavazzeni, con approccio multidisciplinare e integrato.”

“L’ASST Papa Giovanni XXIII è da tempo impegnata attivamente sul fronte della prevenzione, con iniziative rivolte ai cittadini, ma anche ai nostri operatori e a target molto precisi, come le donne e i giovani – commenta il dott. Carlo Nicora, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. Puntiamo anche su soluzioni innovative, come l’app Clicca il neo, grazie alla quale è possibile fotografare un neo sospetto e inviarlo ai nostri dermatologi per una prima valutazione. Parallelamente siamo in prima linea nella cura del cancro, per cui cerchiamo di offrire il miglior approccio possibile sul fronte della diagnosi e della terapia, mantenendolo per tutto il percorso di cura, che va dall’offerta di cure innovative fino al follow up e alle eventuali cure palliative, anche a domicilio. E’ una presa in carico a 360 gradi, frutto di una vision moderna volta ad assicurare la corretta interazione tra le tante specialità coinvolte nella cura di una malattia complessa e dalle mille sfaccettature, che si traduce in approcci di cura sempre più personalizzati”.

“La Asst-Bergamo Ovest è impegnata da sempre non solo nel trattamento dei pazienti oncologici, ma anche per la sua attività di prevenzione, non solo con gli screening – conclude la dott.ssa Elisabetta Fabbrini, direttore generale Asst Bergamo ovest -. Da più di 10 anni i nostri specialisti dell’Oncologia Medica intervengono nelle scuole superiori, incontrano i cittadini in vari Comuni della Bassa e svolgono un’intensa attività di divulgazione, da quasi vent’anni, per la rivista della Associazione Amici di Gabry, che raggiunge ottomila famiglie della Bassa, medici di base e farmacie del territorio. Più recentemente abbiamo avviato, in collaborazione con altri specialisti ospedalieri, campagne sugli stili di vita e sull’educazione alimentare, con risultati molto incoraggianti. La prevenzione, infine, passa anche da visite ed esami gratuiti. Per l’Open week Onda/Bollino Rosa dal 19 al 21 aprile abbiamo avuto il tutto esaurito anche nelle sedi territoriali, con più di 300 prestazioni offerte alle donne. Risultati che ci gratificano e ci spingono a continuare in questa direzione”.

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