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Letta: “Euro e migrazioni, solo un’Europa unita potrà superare la crisi”

“Se l’Europa tornerà accessibile a tutti, allora essa potrà riportare l’idea di un futuro migliore”. Le parole dell'ex premier alla Fiera dei Librai di Bergamo per presentare il libro “Contro venti e maree”

“L’Europa si è trovata di fronte a due crisi senza precedenti quali quella dell’euro e delle migrazioni e solo unita potrà superarle” queste sono le parole di Enrico Letta, presente questo pomeriggio alla Fiera dei Librai di Bergamo per la presentazione del suo ultimo libro “Contro venti e maree”.

In uno spazio incontri gremito Letta ha approfondito i problemi che l’Europa, cambiata radicalmente negli ultimi vent’anni, si è trovata a combattere in maniera impreparata, fra i qual la crisi della moneta unica: “La crisi dell’euro è frutto di un contagio proveniente da un virus statunitense che ci ha investito nel 2008. Con la banca centrale americana, gli Stati Uniti hanno risolto la crisi di insolvenza nel giro di pochi mesi, mentre noi abbiamo dovuto attendere quattro anni per decidere come procedere, se uniti o ognuno per sé. Ciò non è concepibile per L’Europa oggigiorno”.

La crisi economica che tanto ci affligge si sarebbe potuta già risolvere se si avesse lavorato uniti, ma la stessa soluzione potrebbe risolvere un altro annoso problema: l’immigrazione. Su questo punto Letta distingue i migranti propensi a migliorare la propria condizione economica dai profughi e su ciò di esprime in questi termini: “Non possiamo sperare di risolvere l’immigrazione considerando le due tipologie unite come non possiamo sperare di rimandare al proprio paese chi una casa non ce la più come è il caso dei profughi. È giusto dividere quest’ultimi da chi emigra per ottenere condizioni economiche migliori, con questo che possono essere scelti per competenza lavorativa ed accolti in una certa quantità. Occorre accogliere i migranti con un programma di solidarietà europeo senza chiudere le frontiere, atto inutile in quanto impossibilitato da risolvere il problema, anche dal punto di vista geografico”.

La soluzione proposta dall’ex premier è ancora una volta un’Europa unita, sviluppata sulla solidarietà comune di tutti i paesi membri : “È vergognoso che paesi come Ungheria, Polonia e Slovacchia percepiscano aiuti strutturali europei e non accolgano profughi quando sono i paesi con la presenza minore di profughi sul territorio. Non si sta in Europa soltanto per guadagnare e dar poi la colpa ad essa quando qualcosa non va bene. Se si sta in Europa occorre accettare principi condivisi quali la solidarietà ed applucarli. Se si affronterà la crisi umanitaria uniti, essa si potrà risolvere, se non lo si farà, tutto il peso graverà su paesi quali Italia, Grecia e Germania, luoghi dove i profughi giungono e finiscono il proprio viaggio”.

Profondo conoscitore della Russia e di Vladimir Putin , Letta ha parlato anche di dialogo euro – russo e di prospettive nei rapporti internazionali con quel paese: “Con la Russia è necessario dialogare e questo è compito dell’Europa. Non si può pensare di dialogare con la Russia separatamente,altrimenti una potenza di tali dimensioni imporrà solo i propri interessi. Per dialogare con la Russia occorre avere le spalle larghe e l’Europa unità le ha”.

In conclusione, Letta ha prospettato un futuro florido per il vecchio continente, addirittura da potenza mondiale se sarà in grado di rinnovarsi: “ Vent’anni fa tutti credevano nell’Europa perché essa dava qualcosa in più. Con la globalizzazione è diventata uno strumento di essa ed accessibile ad una piccola élite. Se l’Europa saprà essere accessibile a tutti, anche a chi parla soltanto una lingua, allora essa riporterà quell’idea di un futuro migliore che si è persa Vent’anni fa”.

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