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Crespi e i dubbi sul piano partecipato coi cittadini: scoppia la polemica foto

Il Comitato Crespi No Parking definisce il piano particolareggiato partecipato "inutile nel momento in cui tante parti risultano contraddette". Il vicesindaco di Capriate San Gervasio, Carlo Arnoldi: "Accuse infondate"

“Sembra che l’amministrazione abbia inteso riservare la partecipazione dei cittadini al solo piano particolareggiato. Partecipazione che però appare in buona parte inutile nel momento in cui tante parti delle risultanze del piano appaiono contraddette”.

È quanto riportato nella lettera che il Comitato Crespi No Parking, “un gruppo di privati cittadini abitanti di Crespi D’Adda che auspicano al rilancio della fabbrica nel rispetto dell’unicità del villaggio, della sua storia, della sua natura e della qualità della vita che lo contraddistinguono” – come loro stessi si definiscono – ha deciso di inoltrare all’amministrazione comunale di Capriate San Gervasio.

Il riferimento è al piano particolareggiato partecipato promosso dal Comune lo scorso luglio, al quale hanno partecipato circa 70 cittadini che hanno avanzato le loro proposte per il futuro di Crespi, sottolineando l’importanza del progetto di recupero ma bocciando il parcheggio agli ex orti ed esprimendo molta preoccupazione su temi come l’impatto urbanistico e la viabilità.

Si tratta di un passaggio importante verso l’accordo di programma siglato tra il Comune e la società Odissea approvato pochi mesi dopo, il 22 novembre 2016 (LEGGI QUI): “Da allora i cittadini non hanno più saputo nulla della procedura malgrado l’amministrazione comunale abbia manifestato la volontà di rendere la popolazione informata rispetto alla questione”, prosegue il Comitato prima di spostare ancora una volta l’attenzione sull’afflusso delle auto.

Una polemica, questa, che pare non essere mai definitivamente tramontata: “Sembra proprio che le 400 auto previste nel parcheggio ex-orti siano disposte in parte nell’ex-orti e in parte dietro alla fabbrica, a ridosso del fiume Adda – afferma il Comitato mostrando quanto contenuto in un documento di Valutazione Ambientale Strategica pubblicato sul sito di Regione Lombardia -. In questo modo il problema viabilistico dell’afflusso di un consistente numero di vetture appare tutt’altro che risolto. L’accesso all’area ex-orti ed al retro della fabbrica avverrebbe, tra l’altro, al termine del complesso industriale, verso il cimitero, contraddicendo nuovamente quanto emerso dalla volontà dei cittadini nel piano particolareggiato. Non sappiamo invece quanti saranno i parcheggi interni alla fabbrica, lo sapremo solo a giochi fatti?” domanda il Comitato.

E ancora: “Leggiamo anche che l’operatore privato (la holding dell’imprenditore Percassi, ndr) intenderebbe avviare i lavori prima del termine della procedura di Valutazione Ambientale Strategica e della sua approvazione. Qual è la posizione dell’amministrazione rispetto a questa ipotesi?”.

crespi d'adda

Alle tante domande ha replicato per iscritto il vicesindaco e Assessore all’Urbanistica di Capriate San Gervasio, Carlo Arnoldi: “Ad oggi tutti gli incontri svolti negli uffici di regione Lombardia allo STER di Bergamo non hanno portato novità decisionali ma sono serviti unicamente a stabilire l’iter dei passaggi burocratici ed in particolare la loro tempistica – ha scritto a Bergamonews -. Nessuna delibera di giunta e tanto meno di Consiglio Comunale è stata fatta, e nemmeno risulta programmata. Inoltre, ho già risposto sulla questione della previsione di circa 100 posti auto nella striscia al confine della fabbrica ribadendo che degli oltre 35mila metri quadrati di area boschiva precedentemente prevista ne avremmo salvato oltre il 90%, e questo poteva già considerarsi un successo, se non totale comunque sufficiente. Anche questa, tuttavia, è ancora un’ipotesi e non una scelta definitiva”.

Nella lettera, il Comitato fa spesso riferimento a quanto contenuto nel piano particolareggiato. Ad esempio, al fatto che l’accessibilità al villaggio sia sostenuta dalla realizzazione di nuovi parcheggi remoti: “In questo senso – afferma Arnoldi – abbiamo sottoscritto una convenzione con Leolandia grazie alla quale saranno a disposizione circa 18mila metri quadrati di terra per 600 parcheggi remoti“.

E in merito ai posti auto all’interno della fabbrica: “Erano previsti anche prima e si sarebbero sommati agli altri, ragion per cui non sono mai stati alternativi. Tra l’altro, questi posti interni sono previsti da una legge dello stato, la Legge Tognoli, e quindi dovuti senza discussione. Ribadisco che tutto questo è ancora oggetto di un percorso lungo oltre che difficile, compresa la richiesta di un inizio lavori anticipato su di una porzione di fabbrica per una percentuale inferiore al 25% del totale”.

Il vicesindaco, infine, coglie l’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe: “È incredibile come su questa vicenda sia stato possibile dire tutto ed il contrario di tutto; com’è possibile che bloccatasi la trattativa con l’operatore una valanga di fango ci sia stata riversata addosso con accuse di ogni tipo, e non appena si riavvia, seppur con cautela ed attenzione, ci si possa sentire accusati di poca trasparenza. Comunque sia, preannuncio agli amici del Comitato che a breve il percorso del piano particolareggiato, tuttora in itinere e quindi non definitivo, riprenderà e loro saranno invitati alla fase di stesura conclusiva di tale piano, propedeutica alla sua approvazione finale, così come saranno ben accetti tutti i cittadini che vorranno contribuire”.

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