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Il più giovane vincitore di Masterchef a Bergamo: “Voglio solo chiudermi in una cucina”

Lunedì 24 aprile Valerio Braschi, giovanissimo vincitore della sesta edizione di Masterchef Italia, ha presentato a Bergamo il suo libro "Mystery Boy: la mia idea di cucina in 100 ricette", dialogando con la food writer Stefania Buscaglia.

Valerio Braschi. 

Per chi non è un fan del programma TV Masterchef, Valerio è semplicemente il vincitore della sesta edizione del talent show di cucina, ma, per gli appassionati, Valerio è un mito, un genio della cucina che ci ha fatto urlare di gioia quando ha sbaragliato le sue due avversarie Cristina e Gloria nella finale disputatasi giovedì 9 marzo e andata in onda su Sky. Se non si fosse capito, io ero una di quelle che ha contribuito al coro della vittoria insieme, certo, al mio fedele gruppo di amici.

Non potevo mancare, quindi, alla sua visita nella nostra città in occasione della presentazione del suo libro nato dall’avventura tra i fornelli di Masterchef: “Mystery Boy. La mia idea di cucina in 100 ricette“. Raccontato in una chiacchierata con la food writer Stefania Buscaglia all’interno della Fiera dei librai di Bergamo.

valerio

Valerio si è raccontato a Stefania con la simpatia e la spontaneità che l’avevano già contraddistinto nel corso della trasmissione e che solo un ragazzo di 19 anni può avere – sì, Valerio è classe 1997! -: “Ho lasciato il Liceo scientifico che frequentavo a Santarcangelo di Romagna prima di Masterchef, ora ho iniziato il mio percorso presso l’Istituto Alberghiero. Ho già ricevuto diverse proposte di lavoro, tra cui dagli chef Bruno Barbieri e Igles Corelli, ma voglio prima approfondire bene e studiare le basi della cucina, anche se a me non piace studiare”, racconta ridendo.

Come ha più volte sottolineato Stefania, la sesta edizione di Masterchef è stata all’insegna dell’amicizia e Valerio ha ricordato con affetto un aneddoto: il messaggio vocale inviatogli dal concorrente Gabriele Gatti la sera prima della finale. “In quell’audio c’erano le voci di tutti, da Michele (Ghedini) a Giulia (Brandi), e ho affrontato la finale sapendo che avevo un grande tifo attorno a me, tutta la mia curva sud. Ho voluto ringraziarli nel mio libro perché tutti, a modo loro, hanno influenzato il mio percorso ispirandomi, così ho deciso di riservare uno spazio all’interno del libro dedicato alle loro ricette: una a testa, per un totale di 17 ricette (escluso me).”

Ma, come in tutte le cose, non si può essere amici di tutti…. “Gloria (Enrico, in finale con Valerio) è stata la concorrente con cui ho avuto il rapporto più difficile. Io non litigo mai con nessuno, ma con lei un v**** mi è uscito, anche se questo non è andato in onda. Di Vittoria (Polloni) non ho neanche il numero di telefono, e non c’è stata simpatia nemmeno con Mariangela (Gigante) tanto che loro due non hanno voluto entrare a far parte del mio libro con le loro ricette.”

“Sono stato felice di andare in finale con Cristina (Nicolini) perché sin dall’inizio volevo scontrarmi con chi aveva una cucina simile alla mia. Ma, se dovessi scegliere contro cui rivivere la finale, sceglierei Michele.” In effetti era evidente la forte amicizia che li ha legati per tutto il programma, tanto da avergli dedicato una “dichiarazione d’amore” nel libro, scherza Stefania. “Questo è esagerato – risponde Valerio ridendo – ma è innegabile che lui sia il mio grande amico di stronzate e che ci siamo divertiti tanto insieme, tra kebab e spaghetti alle 2 di notte. Sceglierei anche Roberto (Perugini), però, contro cui gareggiare: il programma l’ha fatto meno bravo di quello che è in realtà, ed è un grande peccato.”

Insieme a Stefania, Valerio ha ripercorso la sua esperienza a Masterchef dal silenzio a cui è stato costretto per contratto – lui, come tutti gli altri concorrenti e i suoi famigliari – dal momento della sua reale vincita, avvenuta il 30 luglio 2016, e la sua vincita televisiva di quasi un anno dopo, 9 marzo 2017; fino alla pubblicazione di “Mystery Boy”, passando per gli spietati – anche se in realtà non così tanto – giudici.

“Nel libro scrivo che il mistero è più importante della conoscenza e ci credo fermamente. Non avendo fatto l’Alberghiero né aver frequentato nessuna scuola di cucina, le basi le ho imparate da solo. A Masterchef me la sono giocata sul lato creativo ed è stata la carta giusta. Non avevo mai neanche sperimentato i piatti della finale, a casa non mi sono venuti. I ravioli con salsa udon (piatto principale della sua finale) li avevo guardati la sera prima su Youtube per vedere come si chiudevano.”

Wow. Come ho detto, un genio.

“Per me mistero significa scoprire e ricercare ingredienti strani, tranne il coriandolo, brucerei ogni piantagione (Valerio non smette mai di scherzare). Quelle del mio libro sembrano ricette complesse, ma in realtà sono facilmente replicabili, troverete una sezione dedicata alla ricette della tradizione – sono quelle di mia nonna e la mia preferita è il ragù – e a quelle gourmet e, per me, vince la spuma di plancton (i fan di Masterchef ricorderanno la prova dedicata alla polverina verde). Come ho detto prediligo gli ingredienti originali come il manzo kobe (tipico della cucina giapponese), lo yuzu (agrume molto acido) e il panko (impanatura giapponese), ma sono facili da usare.”

Nonostante il prezzo del kobe sia 900€ al kg…

“Il ricordo più bello che ho dei giudici è dedicato a Cracco: è stato molto paterno con me e Ghedini, anche se una volta ci ha schiaffeggiati! E’ un  grande e sarà difficile per la Klugmann (Antonia, nuova giudice per l’edizione sette) sostituirlo. Carlo Cracco è Masterchef.”

E gli altri come sono?

Bastianich è un imprenditore con i soldi, ma forse è quello che capisce di più l’idea che sta dietro un piatto, ha una mente che spazia di più rispetto agli altri. Barbieri è un fenomeno, ma è un tradizionalista e guai a te se osi rivisitare un piatto della tradizione! Antonino (Cannavacciulo) è un gigante buono, è anche lui un tradizionalista, ma riesce sempre a trovare il lato positivo nel tuo piatto.”

Hai solo sette persone da invitare al tuo chef table, chi inviteresti?

“Del mondo della cucina Igles Corelli e Davide Scabin, è un matto come me. Dello sport, beh, io sono juventino e non può mancare il Pipita. Poi, mia nonna, anche se di certo non apprezzerebbe niente, tanto meno la compagnia (come ho detto, non smette mai di scherzare ), i miei due migliori amici, Alessio e Francesco, e, sì, il Carlone (Carlo Cracco).”

E adesso, cosa vorrai fare da grande?

“Voglio fare il cuoco. Non ho ancora deciso se aprirò un ristorante mio o se ci lavorerò e basta, so solo che voglio chiudermi in una cucina e stare lì. E poi, ho un’età che mi permette anche di sbagliare e ricominciare da capo.”

Non ci basta che augurarti il meglio, Vale. Non mollare, bomber!

#stayhungry #staycoriandolo

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