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Foppa, stagione negativa: sogni Scudetto persi con l’infortunio a Skowronska

L'analisi del campionato delle rossoblu mette in luce un'ottima campagna acquisti ma tanti obiettivi falliti, con un calo netto da quando Lavarini ha dovuto fare a meno dell'opposta polacca.

Le semifinali scudetto devono ancora iniziare ma purtroppo è già tempo di bilanci per la società di via Albricci. Una stagione partita con grandi aspettative, frutto di un mercato estivo di potenziamento che aveva portato a Bergamo nomi prestigiosi (Skowronska, Guiggi), giovani di sicuro avvenire (Popovic) oltre alle conferme di fuoriclasse come Lo Bianco e Cardullo, seppure in fase di recupero da un infortunio (ma con Suelen apparsa subito una scommessa vinta da Panzetti). Senza dimenticare l’ottima Gennari, una delle migliori della stagione precedenti e la conferma di Sylla, attesa al definitivo salto di qualità dopo un’estate passata in Nazionale. Gli ingredienti insomma c’erano eccome e nonostante le partenze di pezzi da 90 come Barun e Plak si puntava a fare meglio dell’anno precedente, ovvero di una Coppa Italia vinta e una semifinale scudetto persa.

PROMESSE NON MANTENUTE – Purtroppo però, dopo un avvio travolgente che aveva illuso un po’ tutti, sono arrivate le prime difficoltà e gli obiettivi uno dopo l’altro sono sfumati. Andando con ordine, il primo ko pesante è arrivato a dicembre nel match di Supercoppa contro Conegliano. Perdere con le venete fuori casa non è certo stato un disonore ma un primo indizio, un campanello d’allarme sui limiti che stavano emergendo nella squadra: attacco un po’ troppo leggero e servizio inconsistente.

La prova è arrivata a gennaio in Coppa Italia, manifestazione in cui le nostre si presentavano da detentrici del trofeo, conquistato l’anno scorso a Ravenna grazie a una Plak stellare. Per la Foppa eliminazione addirittura ai quarti di finale contro Scandicci con un 3-0 senza storia in Toscana e un primo set perso subito nel return match al PalaNorda: secondo obiettivo sfumato.

Rimaneva quindi il campionato ma qui la sfortuna decideva di bussare in casa orobica, presentando un conto salatissimo con l’infortunio all’opposta Skowronska, ovvero il terminale d’attacco migliore a disposizione di Lavarini e oltretutto l’unico privo di una vera alternativa in panchina. Nonostante i tentativi fatti la società non riusciva a rimpiazzarla con una giocatrice di pari valore e quindi la stagione si trascinava stancamente verso i playoff tra risultati strappati con orgoglio e sconfitte nette contro avversarie tutt’altro che irreprensibili. Nonostante ciò la squadra riusciva a mantenere il quarto posto in classifica, grazie ai punti accumulati in precedenza e al cammino non certo entusiasmante delle avversarie. L’epilogo però era abbastanza scontato e già l’ostacolo Modena si rivelava troppo duro da superare, nonostante le rossoblù abbiano dato fondo a tutte le energie mettendo in campo un cuore grande così. Ma questa è storia recente.

Tra alti e bassi quindi va in archivio una stagione negativa che non ha portato titoli e ha tradito le attese della vigilia. Cercare colpe specifiche non ha senso perché le responsabilità vanno condivise tra squadra, staff e società nei diversi momenti della stagione. Le ragazze non hanno certamente dato tutto in occasione dell’eliminazione in Coppa Italia ma si sono riscattate alla grande nel finale.

In particolare promosse a pieni voti le veterane Lo Bianco (immortale, divina) e Skowronska, oltre a Cardullo nel finale di stagione. Le sorprese migliori sono state il libero brasiliano Suelen e la giovane Battista, sedicenne dal futuro assicurato. Affidabile anche Guiggi e si sapeva. Rimandate Popovic, a tratti inarrestabile ma più volte assente ingiustificata, Sylla, ancora preda di alti e bassi che ormai dovrebbero far parte del passato e Gennari, meno convincente dell’anno passato. Lavarini ha proposto un gioco spumeggiante in avvio, forse troppo presto rispetto ai due mesi decisivi (dicembre-gennaio) dove la squadra ha accusato una flessione giocandosi due obiettivi importanti. Il tecnico ha poi ridato ordine alla squadra dopo il ko di Skowronska riuscendo in parte a mascherarne l’assenza, ricompattando il gruppo e operando scelte oculate, tra cui il ritorno da titolare di Cardullo invocata per settimane.

Infine la società, in primis Panzetti, autore di un’ottima campagna acquisti estiva che aveva dato a Lavarini più alternative di qualità e un equilibrio complessivo migliore rispetto al passato. Peccato sia mancato il colpo nel momento del ko di Skowronska e in pratica lo scudetto lo si è perso quel maledetto 22 gennaio.

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