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Giovani Dentro a Brembate Sopra: “Vogliamo mettere in scena il Bene sotto le macerie”

Giulia Testa, classe '95, fa parte del giovane gruppo teatrale di Brembate di Sopra, Giovani Dentro, e ci racconta del loro spettacolo "La festa degli italiani" che verrà messo in scena lunedì 24 aprile.

GIOVANI DENTRO è il gruppo teatrale dell’Oratorio di Brembate di Sopra: il progetto risale all’estate 2016, il gruppo è nato nell’autunno dello stesso anno ed è andato allargandosi via via nel corso dei mesi. Eppure, nonostante la giovane vita, è un gruppo forte: ci guidano la passione e l’entusiasmo, la voglia di metterci in gioco, la sincerità, la semplicità.

Forse è questa la speranza che vogliamo seminare con il nostro progetto: l’unione fa la forza, la coesione spinge ogni membro a dare il massimo per e con gli altri. E perché scegliere proprio il teatro? Perché il teatro è vita, perché il teatro esiste grazie alla vita e fornisce nuove chiavi per scoprirla, per aprirne anche le porte più invisibili, quelle più segrete.

“Voglio aiutarvi a creare un uomo vivo da voi stessi”, diceva Stanislavskij, teorico e regista russo. Nessuno di noi è regista o attore per professione, nessuno di noi è un esperto: impariamo l’arte e la mettiamo da parte, ci aiutiamo, collaboriamo e insieme costruiamo, mattone dopo mattone, il nostro castello di magie. Il teatro è un’arte terapeutica, ovvero è un’attività che cura. Un teatro genuino riesce a trasformare l’estro in creatività, la rabbia in pazienza, la timidezza in sicurezza, la sregolatezza in disciplina.

Come? Perché, quando reciti, ti dividi in tre: nel tuo corpo sei tu, con tutta la tua persona piena di difetti da correggere; nella tua anima sei il tuo personaggio, che ha tutta una storia da vivere; nella tua testa sei il tuo pubblico, che ti guarda, che vede attraverso i tuoi occhi. E per far coesistere tre sguardi nella stessa persona, occorre trovare la forza per superare le proprie paure, i propri difetti, i propri fantasmi. Il teatro ti cura, perché in teatro vivi tutte le vite possibili, sia quelle dei tuoi compagni sia quelle dei tuoi personaggi: così scopri la bellezza dove prima non la vedevi.

“La festa degli italiani” non era il titolo migliore che potevamo scegliere per il nostro spettacolo, ma è il più significativo: il 25 aprile è la festa della nostra nazione libera dalla dittatura e dalla guerra, è una festa di coscienza e di unità, di fratellanza e di gioia. Il copione si basa su 4 estratti dalla raccolta “Novelle paesane” del Prof. Mario Testa. Lui pensava che la dittatura e la guerra fossero da combattere con tutte le forze, ma attenzione: con le forze del Bene. Mai cedere all’orrore, mai cedere alla vendetta, neanche quando la vita diventa pesante, neanche quando hai 20 anni e ti ritrovi le bombe a Ponte San Pietro, neanche quando di anni ne hai 17 e devi sparare o morire…

Così abbiamo deciso di scrivere un copione non sulla guerra, ma sul Bene che palpitava sotto le macerie della guerra, nei cuori di giovani innamorati, nei battiti di partigiani coraggiosi, nel respiro di chi si è sacrificato, nel silenzio. Si dice che “il mondo va avanti perché qualcuno si sacrifica, non perché tutti fanno il proprio dovere”. Ebbene, noi dedichiamo questo spettacolo a tutti coloro che si sono sacrificati per consegnarci la libertà.

Speriamo che i semi del Bene, che noi abbiamo provato a piantare in questo spettacolo, mettano radici anche nelle macerie di questo presente incerto.

Vi aspettiamo LUNEDI’ 24 APRILE, ore 20.45, nell’auditorium dell’ORATORIO di BREMBATE DI SOPRA (ingresso libero).

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