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Giro d’Italia, la sicurezza stradale nelle mani della poliziotta bergamasca Pontiggia video

Sarà la 44enne di Longuelo a dirigere il servizio di scorta della polizia stradale che seguirà lo corsa rosa di 23 giorni: "Un grande onore, anche se mi dispiace stare senza i miei due figli per tanto tempo"

La direzione della sicurezza stradale della centesima edizione del Giro d’Italia sarà affidata alla poliziotta bergamasca Mirella Pontiggia. Sarà lei a coordinare, in veste di comandante e funzionario con qualifica di vice questore aggiunto, il servizio di scorta della polizia stradale che seguirà lo corsa rosa dalla prima tappa di venerdì 5 maggio da Alghero, in Sardegna, a quella finale di Milano, domenica 28 maggio. Nel lungo percorso che in 23 giorni toccherà molte zone d’Italia, l’agente bergamasca viaggerà a bordo di un’Alfa Romeo “Giulia veloce” e dirigerà un organico di 40 persone in totale, con 26 motociclisti in sella a delle Bmw R 1.200 RT e altri 5 mezzi tra auto e furgoni.

Pontiggia Giro d'Italia

L’ufficialità della nomina è arrivata nei giorni scorsi. Originaria di Longuelo, 44 anni, Pontiggia dal 2009 è dirigente della Stradale di via Noli, ma alle spalle ha una lunga esperienza in Polizia di Stato: ha indossato la divisa nel 1992, a soli 19 anni, e prima di Bergamo è stata a Milano nell’ufficio stranieri, per poi tornare nella sua città di origine per dirigere l’ufficio volanti, l’ufficio scorte ed essere nominata vice capo di Gabinetto.

“È una grossa soddisfazione, anche se la responsabilità sarà enorme – racconta Pontiggia – . È la mia prima volta da dirigente del Giro. Nel 2012 ho coordinato quello femminile, poi il Giro di Lombardia, la Milano-Sanremo, la Tre Valli varesine, la Ugo Agostoni e altre importanti competizioni”.

La nomina dell’agente bergamasca arriva, oltre che nella centesima edizione del Giro, anche nel 70esimo polizia stradale: “Un aspetto che mi inorgoglisce ancora di più. Sarà una gara con tanti eventi per il doppio anniversario, con esposizioni di immagini del passato e di mezzi storici della polizia in servizio alla gara. E in alcune piazze italiane ci saranno anche fanfara e banda della Polizia”.

Pontiggia Giro d'Italia

“Non nego che sia anche un sacrificio per me – prosegue l’agente – perchè devo lasciare a casa per un mese i miei due figli di 12 e 16 anni. Fortunatamente ho parenti e amici che li seguiranno durante la mia assenza. Ho sempre rifiutato incarichi di questo tipo proprio per loro. Ma questa è un’occasione che non potevo rifiutare”.

Da vera bergamasca, Mirella Pontiggia ha una passione per le due ruote: “Ho sempre ammirato Gimondi, Gotti, Savoldelli e tutti i nostri campioni. Vado in mountain bike, mentre mio fratello, ora 52enne, ha corso per diverse squadre orobiche di ciclismo. E mio padre, che ha 84 anni, lo seguiva nell’organizzazione delle gare”.

“Ho già studiato il tracciato – spiega – , le tappe più belle sono quelle di montagna, tra le quali quelle che toccano la Bergamasca, il 21 e il 23 maggio. In gara c’è sempre tanto calore, anche per noi poliziotti. È una bella festa. Dobbiamo stare attenti solo a chi non sa del Giro. Il percorso dovrebbe essere libero come una pista di aeroporto. Ma non è mai così. C’è sempre qualcuno che non sa della gara e magari intralcia il passaggio. Operiamo in sinergia con le altre forze di polizia che presidiano la strada”.

Ma come funziona il servizio di scorta della Polizia Stradale al Giro d’Italia? Come detto il contingente impiegato vanta un organico complessivo di 40 persone. Un altro dispositivo riguarda invece la scorta alla carovana pubblicitaria: per tale servizio viene incaricato un comandante con la qualifica di ispettore superiore coadiuvato da sei motociclisti.

Pontiggia Giro d'Italia

Infine altri due veicoli seguono rispettivamente gli aspetti tecnologici e meccanici: un equipaggio automontato assicura l’efficienza delle telecomunicazioni e delle tecnologie impiegate mentre un furgone Iveco attrezzato a officina mobile cura l’assistenza meccanica dei motocicli.

Nelle fasi operative del servizio di scorta alla gara ciclistica ciascun motociclista riveste un ruolo ben determinato. In particolare la prima moto a transitare sul percorso di gara è equipaggiata da una bandierina di colore verde posta sulla ruota anteriore. Si trova a circa 3 chilometri dal primo corridore e segnala agli spettatori l’imminente arrivo della gara. Un’altra moto è equipaggiata con una bandierina di colore giallo e si trova a circa 100 metri dalla testa della gara, mentre una moto con bandierina rossa viene sistemata per segnalare l’ultimo corridore in gara.

Inoltre anche quest’anno la Polizia Stradale, in collaborazione con RCS – Gazzetta dello Sport, al fine di coinvolgere attraverso le scuole i più giovani impiega il Pullman Azzurro, un Pullman Iveco 370 opportunamente modificato e attrezzato in aula multimediale itinerante, per mezzo della quale viene sviluppato il progetto di educazione stradale denominato Biciscuola.

Biciscuola è il progetto educativo del Giro d’Italia giunto alla 16esima edizione che coinvolge ogni anno quattromila classi primarie di tutta Italia e centomila bambini. L’obiettivo è far conoscere ai giovani il mondo e i valori del Giro d’Italia, avvicinarli alla cultura della bicicletta, al fairplay, trattando anche i temi della mobilità sostenibile, educazione alimentare e stradale.

In occasione del connubio 100esimo Giro d’Italia e 70esimo Polizia Stradale, è previsto un grande evento nella suggestiva cornice di Città Alta il giorno del riposo nella provincia bergamasca lunedì 22 maggio.

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