La risposta

Articoli scandalo sul giornalino scolastico: “Un importante segnale da parte dei millenials”

Continua il dibattito attorno agli articoli pubblicati sul giornalino scolastico del Liceo Secco Suardo inneggianti all'omofobia e contro il diritto all'aborto. Arrigo Tremaglia, classe 1993, vuole dire la sua

Bergamo, aprile 2017.

Sul giornalino scolastico del Liceo psicopedagogico “Secco Suardo”, vengono pubblicati degli articoli di alcuni studenti su temi, oggi, particolarmente scottanti: contraccezione, aborto, omosessualità (LEGGI QUI)
Articoli che trattano questi temi da un punto di vista diverso da quello che ci si aspetterebbe dalla generazione dei “millenials”, ormai sempre più bombardata da una vera e propria propaganda, che spinge i nostri giovani a non porsi più certe questioni morali e valoriali.

È sicuramente da lodare il coraggio di questi ragazzi che hanno deciso di esprimere le proprie opinioni in maniera chiara, netta e decisa, superando le barriere che nella nostra società il “politicamente corretto” sta tentando di creare, zittendo chiunque abbia una voce fuori dal coro.
Non sono mancate le dichiarazioni indignate di chi di questo pensiero unico dominante è servo sciocco, di chi predica diritti, libertà e dice di essere dalla parte degli studenti, ma forse non lo è.

La sigla di “Unione degli Studenti”, è infatti immediatamente intervenuta invocando la censura, che hanno purtroppo poi ottenuto, di questi articoli, di queste idee, affermando che: “Riteniamo inaccettabile che in un liceo statale, nel 2017, sia dato spazio a idee pericolose e contorte che colpevolizzano scelte difficili e trasmettono concezioni medioevali” e continuano: “Troviamo inopportuno che articoli di questo tenore possano essere pubblicati
nel giornalino scolastico ufficiale di un istituto con circa 1.500 studenti.”

Insomma: chi non la pensa come noi, non può neanche essere pubblicato sui giornalini scolastici.
Credo sia giusto e sacrosanto dibattere su queste tematiche, anche e soprattutto nei Licei, e contestare le posizioni degli altri, ma credo sia altrettanto intollerabile criminalizzare e delegittimare l’avversario, senza entrare nel merito delle questioni. In tal senso penso si sia persa un’occasione di confronto.
In questa vicenda invece quelli che si dicono paladini dei diritti e della libertà, sono entrati in un corto circuito ideologico, in cui da una parte affermano di voler difendere e tutelare le diversità, e dell’altra vogliono solo chiudere la bocca a chi la pensa diversamente.

Sono convinto che questi articoli siano un segnale. Il segnale che tra i giovani c’è ancora chi ha voglia di interessarsi a temi così importanti e di farlo anche da un punto di vista non conforme. C’è ancora chi non vuole semplicemente distogliere lo sguardo dai mutamenti che attraversano il nostro, ma piuttosto cercare di interpretarlo, capirlo ed esprimere la propria idea, anche se scomoda.

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