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“Fuori da quel finestrino cosa c’è…”: pensieri di un sognatore in viaggio

Ode all'aereo, ode al viaggio, ode ai sogni, ode a quel finestrino... Daniele Ronzoni, classe '98, con le sue parole nate in seguito ad una vacanza, ci fa volare tra le nuvole, sopra le case, sopra il mondo, per farci immergere nel mondo delle fantasticherie: "e poi c'è ancora chi dice che il viaggio è la parte più noiosa della vacanza..."

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Viviamo quotidianamente immersi in un mondo di cui spesso non riusciamo a cogliere l’immensità, e quando ci soffermiamo su di essa, ne rimaniamo al tempo stesso affascinati e sopraffatti: il paesino dove viviamo, quello accanto che ormai conosciamo come se fosse il nostro, quello accanto ancora… Di vicolo in vicolo, di strada in strada, di città in città, tutto ci sembra così vasto, così ignoto e proprio per questo, così tutto da scoprire.

Con il pensiero possiamo impegnarci a immaginare cosa ci sia oltre a quella piccola parte di mondo, sconosciuta agli occhi di molti, ma che per noi racchiude in sé tutto ciò di cui abbiamo bisogno: paesi lontani di cui leggiamo usi e costumi senza aver modo di provarli sulla nostra pelle; paesi lontani che abbiamo invece avuto la fortuna di vistare durante una vacanza e per questo pensiamo (erroneamente) di conoscere; piccoli sobborghi nelle parti più remote del pianeta; le grandi capitali europee e mondiali, di cui al tempo stesso conosciamo tutto e niente; altri stati o addirittura altri continenti, studiati a scuola senza mai capire a fondo tutto ciò che ripetevamo con l’unico fine di prendere un buon voto.

Può andare davvero lontano la nostra mente… Ma in fondo sono tutti pensieri inutili, pensieri che non possono assolutamente reggere il confronto con il trovarsi fisicamente a bordo di un aereo, guardando fuori dal finestrino e ammirando quanto sia indescrivibile e quanto sembri infinito il mondo dove viviamo.
Tutto ciò cui la nostra mente era precedentemente giunta pian piano scema, mentre il nostro sguardo attraversa quella piccola finestrella e si ritrova nel bel mezzo del cielo: tutti i pensieri, le ansie, le paure, gli ostacoli e i condizionamenti che ogni giorno ci turbano sembrano non contar più nulla, così come le case, i campi e le montagne, tanto imponenti e irraggiungibili mentre si era ancora con i piedi a terra, quanto insignificanti ora che si è a bordo dell’aereo. Tutto assume un nuovo valore; o meglio, tutto ciò che prima sembrava aver valore, tutto ciò che prima rappresentava il centro delle nostre paure e dei nostri timori ora sembra non contar più nulla, e ciò permette a chiunque guardi fuori da quel finestrino di perdersi, di farsi prendere per mano e lasciarsi trasportare da quei pensieri che per molto abbiamo tenuto confinati nei meandri più profondi della nostra anima, soffocati e schiacciati dal peso della routine quotidiana.

E proprio così come l’aereo, anche il nostro pensiero vola, sopra le nubi, libero nell’aria, senza che la monotonia lo possa turbare, senza che nessuna ansia possa condizionarne la presenza, senza che un telefono possa improvvisamente bloccare il suo vagare: si può finalmente staccare la spina un attimo e lasciarsi guidare verso dove la nostra mente ha voglia di andare, dopo che per settimane o mesi o addirittura anni siamo stati noi ad imporle la strada da seguire.
Ognuno fa ciò che si sente di fare: c’è chi si perde fuori da quel finestrino, chi dorme tranquillamente e chi non riesce a star fermo al proprio posto e quindi continua a muoversi; c’è chi è stanco per l’avventura appena terminata e chi è ansioso per quella che l’aspetta; c’è chi è rammaricato per le persone che ha dovuto salutare e chi è contento perché sta andando dalle persone che gli sono mancate; c‘è chi mangia, chi si addentra nel mondo dei libri e lì ci si perde e chi invece non sa che fare e quindi mette le cuffie nelle orecchie…

Pensieri, dubbi, incertezze e certezze, speranze e rimorsi: l’aereo non è solo carico di persone, di quei 150/200 passeggeri che hanno pagato il loro biglietto e che sono seduti al loro posto… È un aereo più pesante, carico di qualcosa che è più pesante: è carico di emozioni. Emozioni spesso dissonanti le une dalle altre, emozioni grandi racchiuse in corpi piccoli; piccoli sì rispetto al mondo che c’è fuori da quel finestrino, ma piccoli soprattutto rispetto a ciò che essi si portano dentro.
Ognuno ha il proprio modo di fare, ognuno ha i propri sogni, ognuno ha la propria meta: spesso e volentieri ci dimentichiamo di essere circondati da persone che come noi soffrono, piangono, ridono, si lamentano, si sfogano e non sanno come comportarsi in situazioni che si sono rivelate essere più grandi di loro… Tutti abbiamo una nostra storia da raccontare, e siamo lì tutti seduti gli uni accanto agli altri, quasi come a voler dire che, in fondo, siamo tutti sulla stessa barca, o meglio, a bordo dello stesso aereo…

Quant’è bello vedere le nuvole e il riflesso che loro proiettano nel mare: quelle nuvole che prima ci sembravano irraggiungibili, tanto affascinanti quanto lontane; le stesse nuvole che ora vediamo dall’alto, quasi come a significare che nella vita tutto può essere raggiunto o, meglio ancora, tutto può essere superato.
Il guardare fuori da quel finestrino ci offre punti di vista inusuali, diversi o addirittura nuovi; punti di vista che ci permettono di ampliare lo sguardo, facendoci guardare al mondo con occhi nuovi, non solo mentre si è in volo, ma soprattutto quando si atterra…
Già, perché prima o poi l’aereo atterra; il nostro pensiero non può più vagare libero e torna ad essere oppresso dalla società e da tutto ciò che ci circonda e ci stritola nella sua morsa…

Ci siamo lasciati trasportare in un altro mondo guardando fuori da quel finestrino; ora dobbiamo tornare ad essere noi stessi. È un perdersi per poi ritrovarsi, un lasciarsi andare per poi riassumere i panni di noi stessi.

C’è però una differenza, perché quel finestrino ci ha permesso di capire che al di fuori di esso c’è un mondo enorme, popolato da persone che come noi hanno dei sogni, e che nessuno di questi è irrealizzabile.

Ci siamo persi, ci siamo ritrovati, e ci siamo scoperti nuovi: e poi c’è chi ancora dice che il viaggio è la parte più noiosa della vacanza…

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