La difesa perlustra la villetta del delitto di Seriate: "Tizzani è innocente" - BergamoNews
Le indagini

La difesa perlustra la villetta del delitto di Seriate: “Tizzani è innocente” fotogallery

Il pool difensivo dell'ex ferroviere, indagato per l'omicidio della moglie Gianna del Gaudio, ne è ancora più certo dopo il sopralluogo di martedì nella villetta di piazza Madonna della Neve

“Antonio Tizzani, come ribadiamo da mesi, è innocente”. Il pool difensivo dell’ex ferroviere di Seriate, indagato a piede libero per l’omicidio della moglie Gianna del Gaudio, ne è ancora più certo dopo il sopralluogo nella villetta di piazza Madonna della Neve in cui, nella notte tra il 26 e il 27 agosto dello scorso anno, l’ex professoressa venne uccisa con una coltellata al collo.

Intorno alle 15.30 di martedì 4 aprile il genetista Giorgio Portera (lo stesso della famiglia di Yara Gambirasio) e l’avvocato di Tizzani, Giovanna Agnelli, sono entrati nell’abitazione alla ricerca di elementi in grado di smentire le ipotesi avanzate dagli inquirenti dopo le perquisizioni dei carabinieri del Ris di Parma.

Quasi due ore, in cui la casa è stata setacciata in lungo in largo. All’uscita Portera si è dichiarato soddisfatto: “Abbiamo raccolto elementi interessanti che analizzeremo con attenzione nei prossimi giorni – ha spiegato – in ogni caso possiamo già dire che le nostre ipotesi vanno nella direzione opposta a quella della magistratura, ossia che per noi Antonio Tizzani non c’entra nulla con il delitto di sua moglie”.

Nel frattempo Antonio Tizzani, 68 anni, che non era presente al sopralluogo, dal primo giorno continua a ribadire la propria versione dei fatti: quella sera, dopo essere uscito a inaffiare le piante, avrebbe ritrovato la moglie a terra in cucina in un lago di sangue, già priva di vita. A colpirla mortalmente con un taglio alla gola sarebbe stato un uomo incappucciato, che si sarebbe introdotto in casa e avrebbe frugato in alcuni cassetti, per poi fuggire proprio dopo averlo visto rientrare.

Una pista che comunque non ha mai trovato riscontri dalle testimonianze raccolte e dalle immagini di sorveglianza della zona, che non hanno ripreso nessuno fuggire dal quartiere.

La perizia dei rilievi dei Ris era stata invece consegnata in procura venerdì 17 marzo, per essere analizzata in base anche a quanto raccolto dai carabinieri di Bergamo che stanno indagando sul delitto che a distanza di oltre sette mesi non ha ancora un colpevole.

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