Assemblea Confindustria
|Industria 4.0? Per i “Giovani” serve soprattutto una mentalità adeguata
Marco Manzoni, presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Bergamo, presenta l’assemblea di giovedì alla Tenaris Dalmine: in primo piano il tema dell’industria 4.0, con focus non sulla tecnologia ma su manager e imprenditori.
Dare continuità al business e affrontare in prima linea la sfida dell’Industria 4.0: il Gruppo Giovani di Confindustria Bergamo, che conta 200 iscritti, prepara così la propria assemblea annuale, in calendario giovedì 6 aprile alla Tenaris Dalmine.
Un appuntamento al quale arriva preparatissimo il presidente Marco Manzoni, amministratore della Nuova Termostampi spa di Lallio.
Manzoni, partiamo dal titolo che avete dato all’assemblea: “La continuità del business”. Cosa significa?
Il senso principale è che l’impresa deve resistere al cambiamento generazionale: all’interno di un’azienda convivono diverse generazioni ma il “passaggio” da una all’altra non deve tradursi in un lasciarsi alle spalle qualcosa o qualcuno ma, appunto, generare continuità. La ricchezza di un’azienda risiede nelle abilità proprie di ogni generazione che lavora al suo interno: credo sia una bella sfida.
Come si può riuscire a stimolare le aziende in questo processo?
Durante l’assemblea ci confronteremo proprio su come mettere in pista azioni che generino continuità di business: è un discorso ampio, costituito da molte fasi e diversi tasselli. In questa fase congiunturale sono in atto continui e turbolenti cambiamenti, dobbiamo fermarci un attimo perchè non basta solo lavorare a testa bassa. L’imprenditore deve impegnarsi a prendere qualche istante, anche settimanale, per condividere e mettere a modello il business della propria impresa: è quando ci fermiamo che ci accorgiamo di ciò di cui abbiamo bisogno per migliorare. I lavori dell’assemblea si articoleranno sostanzialmente in 3 momenti: il primo di “vision congiunturale”, nel quale saranno analizzate le tendenze social e digital, in atto nel mondo; il secondo spiegherà come ogni minaccia può essere trasformata in un’opportunità di cambiamento e cercheremo di capire quali strategie usare per farne una possibilità di crescita del business; l’ultimo sarà un confronto imprenditoriale, con gli esempi virtuosi di due imprenditori che hanno già messo in moto la propria “continuità di business”.
Ancora una volta, come da suo preciso obiettivo di inizio mandato, si parla di concretezza.
Gli imprenditori devono uscire dall’assemblea con qualcosa in tasca, con riflessioni e spunti: il nostro obiettivo è quello di stimolarli. È un po’ la mission del nostro gruppo che vuole essere una sorta di ricerca e sviluppo.
Ha ritrovato questa concretezza nei giovani imprenditori bergamaschi?
Devo dire di sì. A volte il giovane cerca di puntare in alto, è molto ambizioso: da un lato la voglia di alzare l’asticella ci deve essere ma dall’altro ci si deve integrare sempre di più nelle strutture in cui si opera. Autonomia e sperimentazione ma anche integrazione, concretezza e sinergia: è il coinvolgimento generazionale di cui parlavamo poco fa.
Inutile sottolineare come in questo momento l’alzare l’asticella si colleghi al tema dell’industria 4.0.
Effettivamente è una tematica molto attuale e discussa: proprio in virtù di questo durante l’assemblea non parleremo tanto dell’innovazione tecnologica 4.0 ma ribalteremo la questione sull’imprenditore e sul manager, per capire se siano 4.0 nella testa. Sono pronti a mettersi in gioco e per accettare quella pervasività di connessione?
Ha già provato a darsi una risposta a questa domanda?
Noto molto fervore e voglia di scoprire, sono sicuramente elementi che fanno la differenza. L’imprenditore stimolato dal cambiamento è quello che avrà successo: è un fattore che può determinare perfino la sopravvivenza di un’azienda. Ognuno di noi dovrà farsi un esame di coscienza per capire se in questo momento è pronto o meno ad affrontare questa sfida.
Chiudiamo con una sorta di bilancio: ha alle spalle due anni alla guida dei Giovani di Confindustria Bergamo e altri dodici mesi davanti, come giudica l’esperienza?
Molto positiva, sia dal punto di vista personale che da quello del gruppo. Abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo posti, dividendoci in gruppi di lavoro con focus su Education, con attività di orientamento che hanno coinvolto tantissimi studenti, e su Formazione e Innovazione, con serate in stile “pillole formative” sulle tematiche più disparate e con un format nuovo che è piaciuto tantissimo. Abbiamo condiviso visite aziendali con imprenditori più strutturati di noi e il network che si è generato è stato positivo: il confronto genera crescita.


