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Bergamasco a San Pietroburgo: "Dopo l'attentato niente paura, solo amarezza e commozione” - BergamoNews
Il racconto

Bergamasco a San Pietroburgo: “Dopo l’attentato niente paura, solo amarezza e commozione” fotogallery

Simone Bergamelli, 29anni, geometra di Brembate Sopra che lavora a San Pietroburgo, racconta a Bergamonrews la reazione del popolo russo dopo l'attentato alla metropolitana di lunedì scorso che ha provocato la morte di 14 persone e il ferimento di altre 47.

“Il popolo russo non cambia la propria vita per un attentato. Piange le sue vittime, si unisce e si fortifica. Fortissimo, in loro, è il senso di appartenenza alla nazione, quello che io chiamo “sano patriottismo”. Simone Bergamelli, 29anni, geometra di Brembate Sopra che lavora al posizionamento di ponti d’acciaio per il Double Deck Bridge – un ponte a due carreggiate – a San Pietroburgo, racconta così la reazione del popolo russo dopo l’esplosione avvenuta su un vagone di un treno, tra le stazioni di Sennaya Ploshchad e Teknologicheskiy Institut, che ha provocato la morte di 14 persone e il ferimento di altre 47.

Per quale motivo si trova a San Pietroburgo?
“Lavoro a San Pietroburgo da 2 anni per una società italiana che si occupa di grandi infrastrutture (aeroporti, ponti, autostrade ecc…)”.

Dove si trovava al momento dell’attentato in metropolitana?
“Al momento dell’attentato ero in cantiere. L’ho saputo grazie a mia moglie che dall’Italia mi ha subito chiamato per sapere se stavo bene”.

A San Pietroburgo si sposta con la metropolitana?
“Raramente, ma davanti alla stazione del Tekhnologichesky Institut è quasi obbligatorio passare. Lì si incrociano la linea blu e rossa della metro, in una zona centrale e molto trafficata della città”.

Chi utilizza la linea blu, luogo dell’esplosione?
“La metro, a quell’ora, viene utilizzata da studenti e lavoratori sempre in movimento. A San Pietroburgo è un mezzo fondamentale, visto il grande traffico che non permette veloci spostamenti in automobile”.

Qual’è la situazione attuale?
“Questa mattina la metro ha ripreso subito ad essere operativa. Ho notato qualche pattuglia in più per la strada ma i controlli sono sempre stati di alto livello in città. Riprendere subito l’operatività della metro è una azione di grande coraggio ed un messaggio di tutto il popolo russo indirizzato ai terroristi: “La Russia non vi teme, non fermeremo mai le nostre vite e non ci faremo condizionare”.

Quali sono, nell’immediato, le misure adottate dalle forze dell’ordine?
“Sono cresciuti e intensificati i controlli e le perquisizioni nelle metro, centri commerciali e nelle zone sensibili della città”.

Dopo l’attentato ha paura?
“No, non ho paura. Provo tanta amarezza e commozione”.

Pensa di tornare in Italia?
“No. per il momento sto lavorando qui e mi trovo bene, l’attuale progetto al quale sto lavorando finirà a primavera 2018. Poi vedremo”.

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