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Come Indiana Jones e Lara Croft, lezione di archeologia alla scuola media di Paladina fotogallery

All'istituto comprensivo “A.Tiraboschi” di Paladina, con un campo archeologico sperimentale, i ragazzi scoprono l’archeologia, disciplina olistica legata alla matematica e alla biologia, alla geologia e all’arte, alla geografia e alla storia, e stimola competenze lessicali e motorie

Piccoli Indiana Jones e Lara Croft crescono. All’interno dell’istituto comprensivo “Antonio Tiraboschi” di Paladina, è stato allestito un campo archeologico sperimentale per accostare all’archeologia gli alunni delle classi prime attraverso un percorso relativo all’arte vasaria greca.

Laboratorio di archeologia alla scuola di Paladina

Gli alunni possono verificare concretamente le conoscenze di archeologia e di storia dell’arte antica di fronte a reperti ceramici coerenti con stili e tipologie originali -precedente interrati dagli insegnanti- scavando con le proprie mani nel campo archeologico sperimentale: una sorta di caccia al tesoro a carattere multidisciplinare.

Per realizzare il campo vengono approntate diverse buche – quadrati di due metri per due metri – con una profondità di circa cinquanta centimetri, riempite di terriccio, sabbia e piccoli sassolini nelle quali vengono sepolti i vasi in frammenti più o meno grandi, insieme ad altri pezzi avulsi come pezzi di ceramica, monete anche recenti, pezzetti di legno e brandelli di tessuti. I vasi – alti non meno di 30 centimetri – sono copie realisticamente fedeli nello stile e nelle forme ad originali copiati da immagini significative e realizzati da ceramisti dietro indicazioni dei docenti. Ogni gruppo, composto da tre-quattro studenti scava nella buca assegnata, porta alla luce i reperti, li ripulisce e li classifica su una quaderno archeologico con una prima catalogazione. I reperti ritrovati nel terreno vengono poi portati in laboratorio per essere puliti, incollati e ricomposti nell’oggetto originario. Vengono descritte le caratteristiche dell’oggetto: nome, dimensione, peso, figure, colori, stato di conservazione e numero di frammenti. Vengono riconosciute: tipologia, stile e figure rappresentate.

Attraverso l’analisi, il riconoscimento e la ricostruzione in laboratorio dei reperti ritrovati acquisiscono familiarità e passione per la ricerca concreta. Diverse le discipline coinvolte: arte e storia; geometria e matematica; disegno sia tecnico che artistico; elementi di geologia. È così che l’archeologia rivela ai giovani tutto il suo potere evocativo, come disciplina che apre a una vasta gamma di competenze, ma anche come strumento di coscienza e passione civile per la conoscenza, la tutela, la valorizzazione delle basi materiali della nostra civiltà.

Su proposta, progetto e coordinazione dell’architetto Mario Abati, con il supporto didattico-educativo dell’ex dirigente scolastica Gilda Foggia, il campo archeologico sperimentale, a partire dall’anno scolastico 2007/2008, si è rivelato uno strumento concreto e nel contempo creativo per accostare all’archeologia gli alunni delle classi prime delle scuola secondaria di primo grado “Tiraboschi” di Paladina. L’iniziativa si è ripetuta, di anno in anno, fino ad oggi con i supporto dei dirigenti scolastici fino all’attuale dirigente Pierpaolo Maini, con l’intervento dell’insegnante di educazione artistica Ornella Vignaga e della ceramista Clelia Benaglia. E allora, vedendo l’entusiasmo degli studenti nel trovare e ricostruire vasi e piatti antichi, ben vengano anche Indiana Jones e Lara Croft se riescono ad avvicinare i ragazzi all’archeologia.

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