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Spacciatori, prostitute e accattoni: per loro Bergamo introduce un mini daspo foto

Il Comune di Bergamo, a seguito del varo del recente "Decreto Minniti" in discussione al Senato, annuncia una serie di modifiche al regolamento di Polizia Urbana.

Il Comune di Bergamo, a seguito del varo del recente “Decreto Minniti” in discussione al Senato, annuncia una serie di modifiche al regolamento di Polizia Urbana.
La novità più consistente è un “mini-daspo” o allontanamento obbligatorio che la polizia locale potrà disporre per chi spaccia, si prostituisce, abusa di alcool e per gli accattoni molesti.
Modifiche al regolamento di Polizia Urbana che presto passeranno in Consiglio Comunale.

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“Con il Decreto Minniti ci sarà una maggiore integrazione tra la polizia locale e la Questura per una più efficace azione congiunta in materia di sicurezza – afferma il vicesindaco e assessore alla sicurezza Sergio Gandi -. Il sindaco potrà stendere nuove ordinanze. In particolare c’è l’introduzione di un allontanamento obbligatorio di 48 ore, un mini daspo, per chi spaccia droga, fa abuso di alcool, chi si prostituisce o fa accattonaggio molesto nelle aree vicino alle stazioni ferroviarie, tramviarie e di autobus, oltre ai porti e aeroporti. A queste zone, il nuovo decreto dà facoltà di estenderlo in zone sensibili o di pregio storico o architettonico”.

In base a questa facoltà Palazzo Frizzoni ha deciso di estendere questo allontanamento obbligatorio per Città Alta, le Mura, il centro piacentiniano, i parchi e giardini comunali, oltre ai musei.

“È una misura che va utilizzata con grande cautela, ma che potrà essere un forte deterrente per chi agisce disturbando o molestando i cittadini” sottolinea Gandi.

Bergamo è una delle prime città ad adeguare i propri strumenti alle novità del Decreto
, pensato dal Ministro Minniti (dopo una lunga interlocuzione con ANCI e sindaci di diverse città italiane) per fornire ai Sindaci e ai Comuni strumenti in più per il controllo del territorio e per migliorare la sinergia con Questura e Prefettura, gli enti preposti alla tutela dell’ordine pubblico sul territorio.

Si stipulano così patti per la sicurezza urbana tra il prefetto e il sindaco: devono riguardare le zone più colpite dal degrado, lo smercio di prodotti contraffatti, l’abusivismo compreso quello di occupazione degli alloggi, «l’accattonaggio invasivo» – come definito dal Viminale – quando diventa un fattore di rischio per la sicurezza pubblica.

I sindaci avranno poteri di intervento nelle situazioni di “pregiudizio alla vivibilità urbana”. Tra le novità anche l’allontanamento dai luoghi dove il comportamento ritenuto illecito ha danneggiato il decoro urbano con una sanzione da 300 a 900 euro. Quello che è stato chiamato dai giornali come “minidaspo” (con evidente riferimento ai provvedimenti di allontanamento previsti negli stadi italiani) si attuerà, come da decreto, nelle zone caratterizzate da infrastrutture come ferrovie, stazioni, aeroporti, ecc., ma anche in luoghi di particolare pregio storico-architettonico-artistico o attrattività turistica, individuati dalle singole Amministrazioni.

Il Comune di Bergamo ha già in questo senso già lavorato per rendere certi i luoghi in cui questi provvedimenti potranno essere presi: si tratta di Bergamo Alta, le Mura Venete, l’area su cui insistono Accademia Carrara e GAMeC, il Centro Piacentiniano, i parchi e i giardini comunali.

“Quella che emerge dal decreto –spiega il viceSindaco del Comune di Bergamo Sergio Gandi – è un’idea molto evoluta del concetto di sicurezza urbana, una nozione che si incardina su iniziative di riqualificazione urbana, di inclusione sociale e prevenzione della criminalità, tre concetti nei quali mi ritrovo perfettamente e sui quali l’Amministrazione di Bergamo sta lavorando con impegno. Gli strumenti che oggi il Decreto Minniti di mette a disposizione non saranno risolutivi, ma rappresentano comunque elementi deterrenti per situazioni di degrado nelle nostre città, una possibilità in più per essere più efficaci sul territorio. Ma soprattutto ci consentono un’attività ancora più coordinata con chi davvero tutela l’Ordine pubblico nelle nostre città, ovvero Questura e Prefettura.

Nel regolamento di Polizia Urbana vengono anche introdotte nuove misure per il contrasto del fenomeno dei parcheggiatori abusivi, con la possibilità di installazione di nuovi parcometri nei quali si debba inserire il numero di targa dell’auto in sosta: in questo modo si previene la compravendita di ticket già parzialmente utilizzati.

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