Scuole e amianto: in 5 anni a Bergamo via 20.000 metri quadrati, ne restano 350 - BergamoNews
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Scuole e amianto: in 5 anni a Bergamo via 20.000 metri quadrati, ne restano 350 video

Il vicepresidente di via Tasso Pasquale Gandolfi: "Entro l'estate elimineremo anche gli ultimi"

“Negli ultimi cinque anni sono stati sostituiti circa 20mila metri quadrati di coperture in cemento-amianto. Ne restano da mettere in sicurezza altri 350, un obiettivo che contiamo di raggiungere entro l’estate”. Il che, a conti fatti, significherebbe addio eternit.

Un traguardo non da poco quello annunciato da Pasquale Gandolfi, sindaco di Treviolo, in questo caso interpellato in qualità di vicepresidente della Provincia di Bergamo con delega al Patrimonio e Infrastrutture: una delega che comprende anche il delicato tema dell’edilizia scolastica.

Le operazioni alle quali fa riferimento Gandolfi, va specificato, riguardano le 45 scuole di competenza dell’ente provinciale, distribuite in 62 edifici diversi tra sedi e succursali. Da escludere, dunque, quelle di proprietà comunale che coprono un’altra grande fetta di territorio.

La questione dell’amianto nelle scuole è tornata fortemente alla ribalta dopo il convegno organizzato alla Camera dal Movimento 5 Stelle lo scorso 27 marzo, in occasione dei 25 anni dalla legge 257 che ne ha vietato estrazione, produzione e commercializzazione in Italia. Secondo i dati sciorinati dai consiglieri pentastellati, forniti dall’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona) e aggiornati all’ultimo rapporto disponibile del marzo 2014, sarebbero circa 2.400 le scuole contaminate in tutto lo Stivale, con il rischio di un’esposizione più o meno intensa a seconda delle situazioni. Di questi, 91 casi erano stati censiti anche in Bergamasca.

Una precisazione: è possibile che nel frattempo alcune scuole abbiano messo in atto delle bonifiche. Anche se, stando a quanto riportato dal dossier Ecosistema Scuola, datato novembre 2016 e che ogni anno Legambiente redige per fare il punto sullo stato di salute delle scuole italiane, nonostante il 90% dei Comuni lombardi effettui monitoraggi sulla presenza di amianto nelle scuole, solo il 7% degli edifici è stato interessato da operazioni di bonifica.

Quelli dell’Ona “mi sembrano numeri sovrastimati – commenta Gandolfi -. O, forse, semplicemente poco aggiornati”. Per quanto riguarda le scuole in mano alla Provincia di Bergamo “con la cessione delle quote Sacbo abbiamo destinato circa 2 milioni di euro per interventi di edilizia scolastica. Entro l’estate andremo a rimuovere completamente le coperture in cemento-amianto presenti all’ITC Belotti di Bergamo e all’Istituto Alberghiero Alfredo Sonzogni di Nembro. Inoltre, stiamo lavorando per mettere in sicurezza alcune pareti perimetrali situate in altri due edifici scolastici, il Giambattista Rubini di Romano di Lombardia e il Maironi da Ponte di Presezzo, che al tempo erano state costruite con dei pannelli sandwich contenenti eternit. Altri casi sospetti – afferma Gandolfi – al momento non ci risultano”.

Se rimuovere l’amianto è il primo passo, smaltirlo è quello successivo. Va però detto che in Bergamasca, come in tutta la Lombardia, e del resto in tutta Italia, si sta rivelando un’impresa non da poco. Uno dei motivi principali è la carenza di discariche: “Una provincia responsabile deve trovare un luogo che permetta lo smaltimento dell’amianto in maniera efficace e controllata – conclude il numero due di via Tasso -. Se ne parla da tempo, il nodo è trovare un luogo idoneo”.

I tentativi, fino ad ora, sono tutti naufragati. La discarica voluta dal gruppo Locatelli di Grumello del Monte a Cappella Cantone (Cremona), bocciata dal Consiglio di Stato, è finita in un tritacarne politico-giudiziario. Ora si tratta di vedere quale sorte attende il progetto legato all’ex cava Vailata di Treviglio, al centro di nuove roventi polemiche.

Nel frattempo, il Ministro dell’Istruzione, la bergamasca Valeria Fedeli, ha dichiarato di avere investito qualcosa come 7 miliardi di euro per la sicurezza delle scuole. Da qui, la richiesta proprio dell’Ona di procedere all’immediata bonifica degli edifici ancora oggi considerati a rischio.

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