Mandruzzato: "Scrivo racconti ispirato da Bukowski, e li offro a BGY" - BergamoNews
L'incontro

Mandruzzato: “Scrivo racconti ispirato da Bukowski, e li offro a BGY”

Lo scrittore 20enne di Bergamo Emanuele Mandruzzato inizierà a pubblicare su BGY una serie di racconti da lui scritti. Per introdurre i lettori a questa avventura e al suo autore, Lisa Venniro, classe 1999, l'ha intervistato

Tardo pomeriggio, in un bar del centro di Bergamo incontro lo scrittore Emanuele Mandruzzato, 20 anni, che con il racconto “(in)Adatto” ha vinto il concorso “Adotta l’orso, uscire dall’autoreclusione” per la settimana del libro milanese.

Cosa ti ha spinto a prendere in mano una penna per intraprendere la carriera di scrittore?
“Ho deciso di iniziare a scrivere leggendo Bukowski. Lui viveva la sofferenza sotto ogni aspetto: la vita in generale, i rapporti con le persone, la dinamiche sociali. Riusciva a trovare il proprio benessere solo nella scrittura. Avevo diciotto anni e mi ritrovai in una situazione particolarmente difficile della vita così, prendendo esempio da lui, cominciai a scrivere i miei pensieri e i miei problemi. Scoprii così che attraverso la scrittura riuscivo a liberare ciò che avevo dentro e mi sentivo bene”.

Quando hai scritto il tuo primo racconto?
“Praticamente subito, a diciotto anni. Mi sentivo pronto, ma oggi mi capita di rileggere ciò che ho scritto e, ad essere sinceri, mi fa un po’ ridere”.

Di cosa parlava?
“Era molto simile a ‘1984’ di George Orwell e si intitolava ‘Alcatrez’. Parlava di una società nella quale, attraverso auricolari in grado di collegare gli uomini a internet, tutti vivono nella rete. C’era una specie di morte della socialità: le persone erano collegate ventiquattro ore su ventiquattro e si alimentavano grazie a impulsi nervosi emessi dagli stessi auricolari. Vivevano così una realtà virtuale e non più fisica”.

Cosa ti ispira quando devi scrivere un nuovo racconto?
“L’ispirazione non conta molto. Se accade qualcosa di particolarmente rilevante nella mia giornata tendo a scriverla, altrimenti ogni giorno mi siedo davanti al computer e aspetto.”

Hai un posto che ti invoglia a scrivere?
“Quando proprio non riesco a scrivere mi sdraio in giardino e guardo il cielo, giusto per staccarmi un attimo dalla frenesia e ricollegarmi alla natura e a me stesso”.

Come ti senti quando scrivi?
“Mi piace perché posso essere chiunque e fare qualsiasi cosa, posso rendere tutto un po’ più estremo. È come se fossi in un mondo parallelo e mi sento distaccato dalla realtà. Per questo motivo uso spesso un alter ego e quando scrivo divento lui; faccio esperienze senza viverle fisicamente.”

Ti sentivi sicuro riguardo al vincere il concorso letterario al quale hai partecipato?
“Ho partecipato a talmente tanti concorsi che ormai credo sia più una questione di fortuna. Non mi sento sicuro quando partecipo a un concorso, non mi interessa a dire il vero. Io mi sento sicuro solo riguardo a ciò che faccio, cerco di avere stima in me stesso. Non posso sapere quando sarà l’occasione giusta per sfondare, so però che arriverà, prima o poi.”

Puoi spiegarci in cosa consiste il tuo percorso con BGY?
“È un percorso un po’ particolare: il mio obiettivo è quello di creare un filone di racconti pubblicati serialmente, ambientati a Bergamo, per coinvolgere i lettori. Voglio mettermi in gioco e sapere cosa pensa la gente di quello che scrivo.”

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