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Brexit: "A Orio 750mila passeggeri da e per il Regno Unito, intesa obbligatoria" - BergamoNews
Le reazioni

Brexit: “A Orio 750mila passeggeri da e per il Regno Unito, intesa obbligatoria” video

Il direttore aviation di Sacbo Giacomo Cattaneo e l'allarme lanciato da Ryanair sulle possibili conseguenze post-Brexit

“Il traffico aereo che riguarda l’Unione Europea e il Regno Unito ha raggiunto volumi così alti da non poter essere ridimensionato tanto facilmente”. È questa l’opinione di Giacomo Cattaneo, direttore aviation di Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio sul quale da anni opera anche Ryanair, il colosso irlandese dei voli low cost che mercoledì 29 marzo ha lanciato l’allarme sulle possibili conseguenze per il Regno Unita dopo l’uscita dall’Unione Europea (LEGGI QUI).

Con il divorzio dalla Ue la Gran Bretagna diventerebbe un paese extraeuropeo, e quindi nell’aviazione i suoi rapporti con gli altri 27 stati dovrebbero essere rivisti attraverso accordi bilaterali internazionali. Ciò significa che le compagnie con base in Gran Bretagna non potrebbero più volare liberamente nel resto d’Europa e, allo stesso tempo, le compagnie degli altri 27 paesi Ue non potrebbero più solcare senza impedimenti i cieli londinesi e delle altre città del Regno Unito.

Una situazione, questa, che andrebbe a penalizzare anche le grandi compagnie low cost che volano per l’Europa: proprio come Ryanair, ma anche easyJet e British Airways. Le preoccupazioni dell’azienda irlandese, che pur manterrà lo status comunitario, derivano dal fatto che la compagnia governa una delle fette più importanti dell’intero mercato britannico.

“Siamo abituati a posizioni altisonanti – commenta Cattaneo -. Al contrario, sarei sorpreso se le parti non trovassero una soluzione per garantire la continuità dell’accordo Open Sky“. L’apparente tranquillità del manager Sacbo pare essere una questioni di numeri: “Nel 2016 – riporta Cattaneo – sono stati circa 750mila i passeggeri da e per il Regno Unito che hanno transitato dal nostro aeroporto. Per noi si tratta della terza nazione per volume di traffico dopo l’Italia e la Spagna. Con numeri così importanti, da estendere ovviamente anche al resto d’Europa, fatico a concepire una situazione di difficoltà in futuro, e confido che si troverà un accordo”.

Nel frattempo, giovedì 30 marzo, la rumena Blue Air ha annunciato un nuovo collegamento diretto tra l’aeroporto bergamasco e quello di Liverpool, proprio in Inghilterra. Il volo sarà operato quattro volte a settimana su base annuale a partire dal 31 marzo (LEGGI QUI).

A quest’altro indirizzo, invece, trovate i video realizzati da NATS – la società che fornisce dati di navigazione per il traffico aereo nel Regno Unito – che riproduce i dati di volo reali di una tipica giornata tra i cieli d’Europa: giusto per farsi un’idea del “volume di traffico” del quale si parlava.

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