Palazzago, battaglia anti stranieri: controlli su tutte le richieste di sostegno per accertare i redditi all’estero
Il sindaco ha inoltre interpellato tutti i CAF (Centri di assistenza fiscale) utilizzati dai cittadini extracomunitari, per vedere se viene rispettata la normativa prevista dal DPR 445/2000.
Nuova battaglia anti stranieri da parte della Lega Nord. Il Comune di Palazzago ha richiesto che gli uffici comunali controllino il 100% delle domande di prestazioni socio-assistenziali, in modo che siano certificati eventuali patrimoni e redditi posseduti all’estero. Oltre a questo adempimento il sindaco ha inoltre interpellato tutti i CAF (Centri di assistenza fiscale) utilizzati dai cittadini extracomunitari, per vedere se viene rispettata la normativa prevista dal DPR 445/2000, e seguenti, proprio per i cittadini extra UE.
Paolo Grimoldi, segretario nazionale della Lega Lombarda, e Giovanni Malanchini, responsabile nazionale Enti Locali per la Lega Lombarda dichiarano che esiste “il dubbio che le dichiarazioni ISEE dei cittadini extra UE possano essere incomplete e causare una emorragia di fondi pubblici. Eventuali omissioni dei CAF, se comprovate, creerebbero profonda ingiustizia sociale nei confronti dei nostri cittadini. I nostri parlamentari hanno già presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ci muoveremo a tutti i livelli per portare avanti questa battaglia di civiltà, in un ingiustificabile clima omissivo”.
Il sindaco leghista di Palazzago, Michele Jacobelli aveva inviato un’interrogazione parlamentare al Governo e al Ministro del Tesoro: “La nostra procedura prevede che gli uffici comunali controllino il 100% delle domande di prestazioni socio-assistenziali passando il nominativo alla GdF. Oltre a questo abbiamo interpellato tutti i CAF utilizzati dai cittadini extracomunitari per vedere se viene rispettata la normativa prevista dal DPR 445/2000, e seguenti, proprio per i cittadini extra UE, avendo il dubbio che le dichiarazioni ISEE dei cittadini extracomunitari possano essere viziate e causare una emorragia di fondi nazionali e regionali. Stiamo continuando ad inviare ai CAF le richieste di documentazione relative alle dichiarazioni ISEE degli anni passati. Copia di ogni richiesta viene inviata per conoscenza alla Guardia di Finanza e all’INPS. Per bloccare sul nascere ogni eventuale pretestuosa contestazione degli interessati sarebbe sufficiente che in qualunque bando di prestazioni socio assistenziali venisse aggiunta la disposizione per cui i Comuni non possono accettare né istruire la pratica se mancano i documenti originali rilasciati dalle Nazioni di origine, nelle modalità previste dalla legge”.


