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Bergamo, famiglie indebitate per 11,5 miliardi: quasi 25mila euro a nucleo

Una ricerca dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre ha evidenziato un aumento della famiglie italiane: in provincia di Bergamo la crescita è dell’1,9%, pari complessivamente a 11,5 miliardi di euro per il 2016.

Cresce l’indebitamento medio delle famiglie in provincia di Bergamo: a sottolinearlo è l’Ufficio Studi della CGIA di Mestre che ha evidenziato come i passivi accumulati con le banche e gli istituti creditizi nel 2016 ammontino complessivamente a 11,5 miliardi di euro.

Un ritocco al rialzo dell’1,9% rispetto agli 11,3 miliardi del 2015, pari a 24.963 euro di debito medio per ogni famiglia: una cifra superiore alla media nazionale di 20.341 euro, decima più alta di tutta Italia.

Nella top ten delle province che registrano i maggiori indebitamenti è quasi en-plein lombardo: Milano guida con 29.304 euro, seguita da Monza-Brianza, Lodi, Varese e Como. Prato è la prima fuori dai confini regionali, al sesto posto, prima di Roma, Siena, Trento e, appunto, Bergamo.

L’indebitamento medio delle famiglie consumatrici è stato calcolato in base all’accensione di mutui per l’acquisto di un’abitazione, ai prestiti per l’acquisto di auto o moto e in generale di beni mobili, al credito al consumo o ai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili: per questo l’incremento complessivo a livello nazionale, passato dai 517,8 miliardi di euro del 2015 ai 525,9 del 2016, è in larga parte imputabile alla “ripresina” registrata a livello di consumi interni e alle maggiori concessioni di prestiti bancari alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni.

“Dal 2010 al 2016 la variazione del debito nazionale delle famiglie consumatrici è stato del 8,8% mentre l’inflazione del 7,4% – spiega il segretario della CGIA Renato Mason – Tuttavia va segnalato che dopo il picco massimo toccato nel 2011 le esposizioni sono scese costantemente fino al 2014, per ritornare a salire negli anni seguenti fino a raggiungere il livello record di 525,9 miliardi di euro nel 2016”.

“Le aree provinciali più appesantite dai debiti sono quelle che presentano i livelli di reddito più elevati – aggiunge il coordinatore dell’Ufficio Studi Paolo Zabeo – è evidente che anche in queste zone tra gli indebitati vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia le forte esposizioni bancarie di questi territori, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, non destano particolari problemi che invece scontiamo in altre zone del Paese, in particolar modo al Sud. Purtroppo i dati Istat ci dicono che negli ultimi 10 anni i nuclei in difficoltà economica sono tornati a crescere di numero, visto che gli effetti della crisi hanno accentuato, anche in Italia, il divario tra poveri e ricchi”.