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Alla Scala l’Anna Bolena nella versione di Paolo Fabbri adottata a Bergamo nel 2015

La Donizetti Revolution di Francesco Micheli si spinge lontana e accompagna il prossimo titolo in cartellone al Teatro alla Scala di Milano.

La Donizetti Revolution di Francesco Micheli si spinge lontana e accompagna il prossimo titolo in cartellone al Teatro alla Scala di Milano: dal 31 marzo al 23 aprile, Anna Bolena sarà infatti eseguita secondo l’edizione critica curata da Paolo Fabbri – direttore scientifico della Fondazione Donizetti – edita da Ricordi per Edizione Nazionale donizettiana realizzata in collaborazione con l’istituzione bergamasca. La sezione scientifica bergamasca è stata inoltre coinvolta nella preparazione del programma di sala e di alcuni appuntamenti divulgativi legati al titolo donizettiano.

Sui leggii del direttore e dell’orchestra della Scala la stessa versione giù adottata nel 2015 per l’edizione dell’opera in scena a Bergamo (allora diretta da Corrado Rovaris e con Carmela Remigio protagonista). Sul podio milanese salirà Ion Marin, mentre l’interprete femminile del ruolo che nel 1830 fu portato in scena da Giuditta Pasta sarà Hibla Gerzmava; Sonia Ganassi interpreterà Jane Seymour, Piero Pretti sarà Percy e Carlo Colombara Enrico VIII; la regia è di Marie-Louise Bischofberger per uno spettacolo dell’Opéra di Bordeaux del 2014.

Da ricordare che Anna Bolena, prima delle tre opere dedicate da Donizetti alle regine Tudor, insieme a Maria Stuarda e Roberto Devereux, tornò in scena dopo anni di oblio nel 1957 alla Scala grazie alla passione di Gianandrea Gavazzeni, in uno spettacolo oggi mitico firmato da Luchino Visconti con Maria Callas protagonista.

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