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Trattati di Roma, Bergamo discute d’Europa al Quadriportico del Sentierone

Si è svolto a Bergamo sabato 25 marzo al Quadriportico del Sentierone l’incontro a tema in ricorrenza dei 60 anni dei Trattati di Roma, “L’Europa è una Festa”. Ad organizzarlo “Freedem”, giovane associazione nata un anno fa, Presieduta da Renato Sarli, ad oggi realtà viva locale e nazionale, che fra i tanti obiettivi si propone in primis quello di favorire la partecipazione alla politica valorizzando principi di inclusione, solidarietà ed uguaglianza.

In poco tempo Freedem ha ottenuto l’adesione di rappresentanti della politica, amministratori e funzionari tutti uniti da una serie di valori quali: il rinnovamento di una classe politica e amministrativa scelta attraverso competenze e merito, la riduzione delle spesa improduttiva della pubblica amministrazione, il rispetto della legalità come requisito necessario allo sviluppo economico della società, dell’equità fiscale, lo sviluppo delle fonti rinnovabili come tutela per la riduzione degli sprechi energetici a tutela dell’ ambiente, la centralità del lavoro come strumento insindacabile per l’affermazione della dignità della persona, la promozione della cultura e del Nostro Patrimonio Artistico Unico al Mondo, l’integrazione e armonizzazione progressiva con i paesi che aderiscono all’Unione Europea in funzione di una accelerazione del processo di unificazione.

Questi i cardini e le parole introduttive di Sarli, in un luogo di discussione aperto e democratico senza steccati che guardi più agli elettori che agli iscritti di partito, con uno sguardo rivolto all’Europa attraverso il diritto, l’economia, la cooperazione e l’ambiente.

Quattro i tavoli di discussione, esauriti in ogni ordine di posto, diversi i temi analizzati e discussi con i cittadini presenti e trattati nei particolari da ospiti eccellenti come Dante Cortinovis per l’Economia: “La ricorrenza dei 60 anni dei trattati di Roma rappresenta un’occasione imperdibile nel ripercorrere il cammino fatto e nello stesso tempo ci impone quell’ impegno indispensabile per trarre valutazioni e scelte su quanto ancora e molto sia da percorrere. Il tutto in un contesto di festa e fiducia perché l’Europa sia stimolo e rappresenti quella grande opportunità e occasione nel coltivare un progetto in cui i mercati non possano prescindere dalla socializzazione equa ed inclusiva”.

Marco Battaglia ha trattato invece il tema delle Problematiche giovanili: “Nulla più del programma Erasmus ha permesso negli anni quella incredibile svolta nel processo integrativo europeo a livello giovanile. Grazie a questo programma ogni giovane studente universitario europeo può effettuare dal 1987 in una facoltà straniera un periodo di studio riconosciuto dalla propria Università nazionale ampliando la propria conoscenza internazionale”.

Marica De Beni e Paola Rossi si sono occupate delle Prospettive per un Europa senza retorica: “Oggi le persone vogliono sentire e parlare di fatti concreti e noi, dobbiamo fare lo sforzo di parlare di questi quando parliamo di Europa, come si suol dire fuori da ogni retorica, in caso contrario le persone o la maggior parte non sarà attratta da alcun interesse. Si corre il rischio così di perderle con il risultato uno solo e irreversibile: il progetto Europa muore! Un modo concreto e in parte risolutivo è parlare di Europa in termini di Geopolitica dove non esiste un solo mondo, ma sono tanti e diversi i modi”.

Enrico Gervasoni ha posto l’accento tra Europa e Africa: “Bisogna riflettere e considerare il rapporto tra Europa e Africa come il rapporto tra Italia e Africa per come il nostro Paese intenda promuovere e ampliare o correggere tale rapporto in politica estera. L’emergenza immigrazione per motivi di sopravvivenza e ricerca di migliori condizioni di vita e prospettive per sé e propri figli, le cause di guerre e persecuzioni per fini politici, etnici e religiosi, tutto deve essere rivisto, dobbiamo riconsiderare questo rapporto fra i paesi e renderlo utile, da intensificare al più presto pur tenendo in considerazione interventi nelle emergenze che persistono”.

A conferma della validità dell’iniziativa e contenuti di alto livello, la presenza alla discussione e il contributo del presidente di Sacbo Miro Radici e di Silvio Albini, Amministratore Delegato del Cotonificio Albini.

Un grande intervento culturale e sociale di altissimo profilo tecnico per la Città di Bergamo, il tutto organizzato in un ambiente gradevole e concluso con un aperitivo…un brindisi non fa mai male.

Cin cin..per l’Europa.

Angiolino Pedrini

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