Bergamo

Sindaci in piazza contro i tagli al sociale: “Così si colpiscono i più deboli” fotogallery

In piazza per protestare. Questa volta sono loro: i sindaci della provincia bergamasca. Un’Italia tricolore che nella mattina di sabato 25 marzo si è data appuntamento davanti alla Prefettura di Bergamo per dare il via ad una campagna di mobilitazione per il rilancio del welfare sociale e sanitario a garanzia dei diritti delle persone e a sostegno di un nuovo sviluppo per il nostro Paese.

I primi cittadini dei 242 Comuni della provincia di Bergamo chiedono che non avvengano i tagli al sociale. Infatti, la Conferenza Stato-Regioni – riunita il 23 febbraio – ha stabilito che il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali verrà ridotto del 70% circa. Passerà così, a livello nazionale, dai 311 milioni stanziati nel 2016 ai 99 milioni previsti per il 2017.

Almeno la metà dei tagli decisi colpisce le persone disabili, gli anziani non autosufficienti, i bambini indigenti, ma anche le risorse per l’edilizia scolastica e sanitaria sono toccate.

A Bergamo la Conferenza dei Sindaci, con un messaggio della Presidente Maria Carla Marchesi, ha promosso il presidio di protesta di fronte alla Prefettura che si è svolto nella mattinata di sabato 25 marzo. A fianco dei sindaci bergamaschi anche i sindacati, Cgil, Cisl e Uil.

“Queste politiche sono sbagliate e inopportune, e non solo feriscono le persone più vulnerabili, negando diritti e inclusione sociale, ma paralizzano il nostro Paese” si legge in una nota delle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil. “È puro autolesionismo tagliare la spesa per le politiche sociali e sanitarie anziché utilizzarla come un formidabile investimento per creare sviluppo, innovazione e buona occupazione”.

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