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Varese, piatti nigeriani a scuola: "Follia, da noi menù bergamasco a chilometro zero" - BergamoNews
Sindaco di spirano

Varese, piatti nigeriani a scuola: “Follia, da noi menù bergamasco a chilometro zero”

Il sindaco Malanchini attacca la scelta di una scuola di Varese di promuovere una giornata in cui i bambini mangeranno cibo etnico.

E’ un fiume in piena Giovanni Malanchini, sindaco di Spirano e responsabile enti locali della Lega Nord, che si scaglia sui social network contro la decisione di una scuola di Azzate, provincia di Varese, che ha deciso di servire nella giornata di martedì 28 marzo una serie di pasti tipici nigeriani ai piccoli alunni della scuola primaria, i quali verranno mangiati in compagnia dei quattro richiedenti asilo che da circa un anno vivono in città.

In un post scritto su Facebook nella giornata di giovedì 23 marzo il vulcanico Malanchini afferma: “Aldilà della scelta folle di inserire nel sistema scolastico persone delle quali non è chiara la fedina penale, non è risaputo a livello mondiale che la cucina regionale italiana – convenzionalmente e impropriamente chiamata dieta mediterranea – è la più salutare? Pensate alla buona alimentazione, alla salute e, perchè no, alla sicurezza dei vostri bambini. A Spirano ci abbiamo pensato!”

Il paese della Bassa, infatti, già da qualche tempo ha affidato alla ditta JD Service Italia s.r.l. di Bergamo la preparazione dei pasti per gli scolari, i quali, come previsto espressamente dall’amministrazione cittadina anche tramite i punteggi del bando di assegnazione, devono essere prevalentemente a chilometro zero, con menù “autoctoni” da servire agli alunni.

“E’ un modo questo per insegnare ai ragazzi a mangiare bene e sano – afferma Malanchini – da noi non esiste la dieta mediterranea, viene chiamata così ma di fatto si tratta di una raccolta di cucine regionali, che sono decisamente più buone e più sane rispetto ad altri tipi di alimentazione”.

Sempre sul cibo proposto afferma: “Altra cosa importante è che questa idea si sposa perfettamente con il Distretto Agricolo della Bassa Bergamasca – DABB -. Parte della consulenza per poter fare questo bando ci è stata fatta proprio dal Distretto della Bassa. Questo permette di far conoscere alle persone quali sono i nostri prodotti di alta qualità, perchè la Bassa è una terra che propone prodotti di una qualità assoluta; inoltre in questo modo diamo una mano anche alle aziende locali che lavorano sulla qualità dei loro prodotti”.

Poi un nuovo attacco alle mensa “globalizzata” di Azzate: “E’ un azzardo portare dei richiedenti asilo in una scuola, il personale scolastico va valutato e selezionato in modo serio. Da noi la fedina penale di una persona è conosciuta; nel caso dei richiedenti asilo chi portiamo a contatto dei bambini?”.

Poi sul cibo etnico che verrà servito esclama: “Purtroppo noi siamo tanto bravi – lo dico in modo sarcastico ovviamente – a rinnegare la possibilità di insegnare ai nostri figli di mangiar bene e di nutrirsi bene. Non capisco perchè dobbiamo portare in mensa questo stile da ‘terzomondismo’ e di apertura verso altre tradizioni, si tratta di fatto di una involuzione”.

Infine una risposta pepata verso chi ha commentato in modo negativo il suo post e l’idea di servire cibo strettamente locale ai bambini delle scuole: “L’unico beneficio che puoi avere facendo un bando del genere, a quanto pare, è quello di sentirsi dare del razzista o dell’ignorante da persone che probabilmente non sanno nemmeno di cosa stanno parlando. Chi perde tempo a definire il nostro progetto come retrogrado non capisce assolutamente nulla, perchè si tratta di fatto di uno dei bandi più innovativi che abbia visto nell’ultimo periodo in questo settore, non solo per il discorso del cibo ma anche per altre attività accessorie come la raccolta differenziata realizzata dai piccoli alunni oppure l’utilizzo di trasporti elettrici per la consegna quotidiana dei pasti”.

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