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“All’ospedale di Iseo da 15 anni non si pratica l’aborto”, il Pd: intervenga la Regione

Stando a quanto racconta 'La Stampa', la struttura non ha mai applicato per intero la legge 194, quella sull’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg)

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Da ormai quindici anni non si pratica nessun aborto all’ospedale Mellino Mellini di Iseo, in provincia di Brescia, e non perché da quelle parti non capitino gravidanza indesiderate o richieste di aborti terapeutici. Il problema è che, stando a quanto racconta ‘La Stampa’, la struttura non ha mai applicato per intero la legge 194, quella sull’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg).

Nell’ospedale in riva al lago, infatti, ci sono sempre stati medici ginecologi obiettori, che non fanno aborti per motivi di coscienza, e quindi le donne devono rivolgersi altrove.

Nel 2016, si legge nell’articolo della giornalista Chiara Baldi, i ginecologi obiettori erano 9 su 9, e ben 7 su 8 gli anestesisti, 12 su 12 gli infermieri e le ostetriche 11 su 12. Un primato che il direttore sanitario Mario Colombo ha commenta così: “È vero che a Iseo non si praticano Ivg, ma a Chiari sì: le donne possono andare lì se vogliono”. E poco importa che Iseo, in quanto ospedale pubblico che insieme al presidio ospedaliero di Chiari fa parte dell’Azienda socio-sanitaria territoriale (Asst) della Franciacorta con un bacino di oltre 270mila abitanti, sarebbe obbligato ad eseguire le interruzioni di gravidanza di fronte alle richieste. La legge prevede che siano infatti i singoli ospedali a provvedere, invece da queste parti può capitare che una donna debba fare fino a 100 chilometri per poter abortire.

I dati sono stati forniti dal Partito Democratico della Lombardia, che sta per pubblicare un rapporto sugli aborti nella regione: la situazione sarebbe allarmante visto che in Lombardia 7 ginecologi su 10 sono obiettori. Da qui la richiesta di un provvedimento che consenta di fare come ha fatto il Lazio con l’ospedale San Camillo, dove il presidente Zingaretti ha indetto un concorso per soli ginecologi non obiettori. La richiesta del Pd è che intervenga la regione per garantire il servizio previsto dalla Legge 194.

Quello di Iseo non è il solo esempio di ospedale pubblico lombardo in cui non si fanno aborti, ma in altre strutture si sopperisce al problema per esempio con una mobilità interna che permette ai non obiettori di un presidio di spostarsi per qualche ora alla settimana nelle strutture della stessa Asst per garantire il servizio. Ma a Iseo neanche questa soluzione si è adottata.

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